Secondo le prime informazioni, un 24enne armato munito di braccialetto elettronico è entrato in un cantiere, uccidendo due persone e ferendone sei, 3 delle quali in modo grave. Lo stesso aggressore è stato poi trovato morto.
Il giovane, secondo i media locali, è entrato sparando poco dopo le 7 in un edificio in ristrutturazione nel centro commerciale Cbd, seminando il panico tra gli operai del cantiere. “Dopo aver raggiunto i livelli superiori dell’edificio, l’uomo si è rinchiuso all’interno del vano ascensore – ha riferito la polizia – e il nostro staff ha tentato di interagire con lui. L’uomo ha sparato altri colpi e poco tempo dopo è stato trovato morto.”
Tra i feriti c’è anche un agente di polizia, che è riuscito a raggiungere a piedi un’ambulanza con l’aiuto dei colleghi. Appena avvisata, la polizia ha circondato l’edificio e presidiato l’intera città invitando i residenti ad evitare l’area e rimanere in casa. In azione anche un elicottero. Poco dopo la stessa polizia e il premier Hipkins hanno rassicurato che si è trattato di un “episodio isolato” attribuibile a un solo aggressore e che è da escludersi ogni “rischio per la sicurezza nazionale”.
A detta del primo ministro “non c’è stato alcun motivo politico o ideologico per la sparatoria”, ed ha escluso l’atto terroristico. “Sembra che si tratti delle azioni di un singolo individuo”, ha aggiunto. “Gli abitanti di Auckland e il mondo intero possono essere certi che la polizia ha neutralizzato la minaccia e che non sta cercando nessun altro in relazione all’incidente. La sicurezza dei neozelandesi e dei nostri visitatori è la nostra prima priorità”.
Le sparatorie di massa sono rare in Nuova Zelanda e le leggi sulle armi sono state introdotte dopo il massacro della moschea di Christchurch del 2019, in cui 51 fedeli musulmani sono stati uccisi e altri 40 feriti.