Un incidente stradale, una brutta
ustione da bambina, una storia di bullismo, una gravidanza
difficile, una vita di derisioni. Storie quotidiane, di gente
comune, che non sta più a proprio agio con il proprio corpo.
Sono le storie al centro di “Il mio amico bisturi: confidenze
intime”, la nuova serie che andrà in onda su Real Time a partire
dal 22 luglio, prodotta da Artlouder, guidata da Federico Di
Giambattista. Lontano dalle serie patinate sulla chirurgia
estetica, al centro del programma ci sono 15 pazienti veri
(nessun attore) dall’avvocato al macellaio, dallo stuntman alla
podologa, dall’infermiera alla commessa. 8 episodi di forte
impatto emotivo grazie alle storie, alle confidenze dei
protagonisti e agli interventi a cui si sottopongono, spinti da
un disagio psicofisico associato a patologie dolorose e non da
un problema puramente estetico. Ad accogliere i pazienti e le
loro storie il dott. Damiano Tambasco, responsabile dell’Unità
Operativa Chirurgia e Medicina Estetica dell’Ospedale San Carlo
di Nancy di Roma. “La vera rivoluzione di questa serie è proprio
questa – commenta l’autrice e ideatrice Chiara Panzieri – non la
chirurgia plastica a cui siamo abituati, ma un aiuto che la
medicina può dare nel risolvere ‘difetti’ che limitano la vita
nel quotidiano. Ci piace definire Il mio amico Bisturi come la
prima serie etica sulla chirurgia plastica. A distanza di mesi
dalla registrazione i pazienti sono rinati: c’è chi è più
felice, chi ha trovato l’amore avendo recuperato fiducia in sé
stesso, chi ha sconfitto la depressione… Sono proprio queste le
storie che volevamo raccontare quando abbiamo pensato alla
serie”. I pazienti si sottoporranno davanti alla telecamera a
interventi di chirurgia plastica, raccontando la propria vita e
le motivazioni che li hanno spinti ad affrontare questo cammino,
con un messaggio estremamente positivo: il coraggio di
rivelarsi, la forza di volontà, lo spirito di sacrificio, la
speranza di migliorarsi, l’etica e l’empatia.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA