Abbiamo coordinato gli sforzi per ripristinare il funzionamento dell’iniziativa sul grano del Mar Nero. A causa delle azioni della Russia, il mondo è di nuovo sull’orlo di una crisi alimentare. Un totale di 400 milioni di persone in molti Paesi dell’Africa e dell’Asia sono a rischio di fame. Insieme, dobbiamo evitare una crisi alimentare globale”. Lo scrive su Twitter il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Al momento non sono in corso colloqui su alternative all’accordo sul grano del Mar Nero. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri russo Sergey Vershinin, citato dalla Tass. “Attualmente, non ci sono contatti su un’alternativa all’accordo sul grano”, ha affermato, aggiungendo che le attività congiunte nell’ambito dell’intesa potrebbero continuare solo se vengono soddisfatte le richieste russe. “Bisogna soddisfare queste condizioni, sono semplici, e sarà possibile continuare lo sforzo congiunto (sotto l’accordo sul grano)”, ha detto.
In ogni caso, il viceministro degli Esteri russo Sergei Vershinin ritiene che contatti al più alto livello tra Russia e Turchia “vengono costantemente elaborati e, ovviamente, ci saranno”, ricordando la recente telefonata tra i ministri degli Esteri dei due Paesi.
La Russia sta lavorando a nuove rotte per le forniture di grano dopo la fine dell’accordo del Mar Nero e ai Paesi africani “saranno date garanzie” sulla loro richiesta di prodotti agricoli al vertice Russia-Africa che si terrà a San Pietroburgo alla fine di luglio. Lo ha detto il viceministro degli Esteri russo Sergey Vershinin, citato da Tass, sottolineando che le promesse russe di sostituire il grano ucraino con consegne gratuite di cereali ai Paesi africani “saranno mantenute”.
Il Cremlino vede l’accordo sul grano come una delle sue poche vie di influenza rimanenti sull’Occidente e si è ritirato dall’accordo per assicurarsi delle concessioni. Lo scrive nella sua ultima analisi il think tank statunitense Isw (Institute for the study of war). Mosca sta tentando di creare un senso di urgenza intorno al suo ritorno alla Black Sea Grain Initiative, intensificando gli attacchi contro le infrastrutture portuali e cerealicole ucraine e minacciando di colpire le navi civili nel Mar Nero. L’Ucraina raccoglie la maggior parte del suo grano tra luglio e agosto, e gli attacchi della Russia al porto ucraino di Odessa e alle infrastrutture agricole possono complicare ulteriormente la capacità di Kiev di gestire i cereali appena raccolti. Le interruzioni prolungate della logistica del grano in Ucraina avranno probabilmente effetti a cascata sempre maggiori sulle forniture di grano.
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