Dopo le elezioni generali spagnole
tenutesi ieri, il prossimo passo formale della nuova legislatura
sarà l’insediamento del Congresso dei Deputati, fissato per il
17 agosto. Nei giorni successivi, si terrà invece la
costituzione dei gruppi parlamentari.
In seguito a questi passaggi riguardanti l’organo legislativo,
entrerà in gioco la figura del re, il cui compito iniziale sarà
quello di chiamare a consultazione le delegazioni dei partiti
con rappresentanza parlamentare, partendo da quelli più piccoli
fino al più grande per numero di seggi ottenuti (il Partito
Popolare). A quel punto, il monarca potrà dare l’incarico a un
candidato per provare a formare un nuovo governo.
In caso di accettazione dell’incarico, il candidato prescelto
si sottoporrà poi a un tentativo di investitura nel Congresso.
Al primo voto avrà bisogno della maggioranza assoluta (176
seggi), mentre, in caso di insuccesso, al secondo voto sarà
sufficiente la maggioranza relativa.
Dal momento del primo voto, in caso di mancata investitura
del candidato incaricato scatterà il conto alla rovescia per
un’eventuale ripetizione elettorale, che sarà di 60 giorni. Se
entro quei due mesi, infatti, nessun altro candidato riuscisse a
essere eletto come premier, si scioglieranno le Camere.
Stando alle prime previsioni della stampa spagnola, un
eventuale ritorno al voto potrebbe avvenire in inverno,
probabilmente intorno al periodo natalizio o subito dopo.
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