Nel 1989, ricorda Casini (attualmente senatore Pd), la caduta della cortina di ferro che per 28 anni divise l’Europa portò uno stravolgimento. “Non c’è più il comunismo e di conseguenza il pericolo che rappresentava. Non si giustifica più l’unità politica dei cattolici”. E’ in questo momento, prosegue, che “l’elettorato democristiano si sente di votare in piena libertà”. Per capire quanto fosse forte il condizionamento basti pensare che negli anni ’70, “Indro Montanelli in un elenco di torti della Dc, nell’ultima riga dice: ‘ Vi aspettereste ora che vi dica di non votarla, ma turatevi il naso e votatela’, “era un invito ad arginare il comunismo”, spiega Casini nel suo ragionamento.
Quando il 26 luglio 1993, 30 anni fa, si scioglieva la Democrazia Cristiana, nel palazzo dei congressi dell’Eur e veniva fondato il Partito Popolare Italiano, mentre la parte più conservatrice confluiva in Centro Cristiano Democratico, si consumava in via definitiva una spaccatura che da tempo logorava il partito. Quella di Mino Martinazzoli, ex sindaco di Brescia e ultimo segretario della DC (1992-1994), fu, secondo Casini, una “missione impossibile”. “Martinazzoli prende il testimone da Arnaldo Forlani e punta a salvare l’unità del partito. – ricostruisce l’ex presidente della Camera – Nella sua missione impossibile è tirato per la giacchetta da me e da Rosi Bindi. Io ero convinto che il bipolarismo nascente nella Dc dovesse insediarsi nel perimetro del Centrodestra, Bindi all’opposto lo voleva nel Centrosinistra”. La riflessione di Casini è che “allora la destra non fosse così forte e forse andare in quella direzione avrebbe limitato un pericolo. Speravo in un bipolarismo tra centristi e sinistra moderata”. La reazione dell’ultimo segretario della Dc fu quella di “contrastare le mie ipotesi e di farlo timidamente con quelle della Bindi. Decise dunque di andare da solo”. “Si critica la timidezza di Martinazzoli, l’ho fatto anche io in passato – chiarisce – la sua però, ripeto, era una missione impossibile, aveva contro la storia”.
“Andreotti diceva – conclude – che il potere logora chi non ce l’ha, sono convinto che in quell’epoca ha logorato chi lo aveva. La Democrazia Cristiana si è trovata ad affrontare un passaggio storico e politico con 45 anni di potere sulle spalle.Ma la spinta propulsiva era debole, gli strumenti a disposizione arrugginiti, il clientelismo aveva consumato la struttura”.
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