Un incontro politico ed economico che segna il primo passo di una collaborazione più ampia e concreta tra i quattro Paesi, perché “non vogliamo che questo sia solo un momento formale”, ha rivendicato il ministro degli Esteri italiano che ha proposto ai suoi omologhi di riproporre il formato con una “frequenza annuale”. Scelta condivisa anche dalla vicepremier e ministra degli Esteri bulgara Marija Gabriel, che ha a sua volta “auspicato” incontri con la stessa cadenza “per trasformare questo in qualcosa di stabile, tangibile e operativo”. Sofia, che Roma vorrebbe nell’aera Schengen come “frontiera dell’Ue”, potrebbe essere la sede del prossimo vertice e rilancia anche l’allargamento europeo a est, sostenendo “l’integrazione dei Balcani occidentali”.
Lo stesso impegno l’ha preso l’Italia, con Tajani che ha sottolineato la necessità di accelerare questo processo “se vogliamo garantire progresso e crescita”. Albania e Macedonia del Nord, Paesi che al momento hanno lo status di candidato, ringraziano. “L’Italia è sempre stata la porta verso l’Europa per noi e l’Albania, viceversa, verso l’area dei Balcani e l’Oriente”, ha affermato la ministra albanese Olta Xhaçka parlando di benefici reciproci. Benefici che investirebbero anche la Macedonia del Nord. Il Paese “sta diventando un polo d’investimento importante della regione dei Balcani”, ha sottolineato il ministro degli Esteri Bujar Osmani, che ha anche valorizzato il ruolo di questa iniziativa, una piattaforma politica che può anche “contribuire a migliorare i rapporti fra le persone, superando le differenze e favorendo l’interazione tra le imprese”.
Nell’ottica, inoltre, dell’Alleanza atlantica di cui tutti e quattro i Paesi fanno parte. Dopo un pranzo di lavoro con i colleghi, Tajani si è recato con Osmani e Gabriel al Centro servizi globale dell’Onu, una delle strutture più importanti al mondo per le attività delle Nazioni Unite (da qui, ad esempio, passano tutte le comunicazioni dell’organizzazione, diffuse da gigantesche antenne paraboliche), dove ha espresso il forte sostegno del governo italiano all’attività della base. Il ministro è poi tornato sulla guerra in Ucraina. “Non far arrivare grano è responsabilità gravissima” da parte della Russia, ha osservato. “Il governo italiano farà di tutto perché si possano sostenere le iniziative che spingano Kiev e Mosca a trovare un accordo su questo”, ha spiegato Tajani, sottolineando anche in questo caso l’importanza del centro Onu di Brindisi. “Anche da qui si lavora per la pace, anche da qua si lavora per la sicurezza”, ha detto il titolare della Farnesina
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