Ha cantato, ha ballato, riso e si è
emozionato. Ha fatto tutto quello che poteva fare sul palco e
con lui anche i 20mila arrivati da tutta Italia e dall’estero,
soprattutto dalla Gran Bretagna. Robbie Williams è stata la
chiusura perfetta per un Lucca Summer Festival che ha regalato
grandi sorprese, con la scelta di puntare sui grandi della
musica internazionale ormai rodati ma capaci di portare sul
palco tutta la loro esperienza.
Tornato a Lucca dopo aver collezionato in passato due sold
out, ha voluto che le Mura storiche fossero la sua unica data
italiana del tour celebrativo per i suoi 25 anni di carriera da
solista. Sempre prestante, ma con qualche ruga in più sul viso
che non ha provato a nascondere, neppure quando con ilarità ha
fermato la musica per riprendere fiato: “Non per l’età, ma
perché ho mangiato troppa pasta” ha voluto specificare. Con
lucidità e leggerezza ha ripercorso gli anni di alti e bassi,
tra un ‘Hey Yeah wow wow’ e ‘Come undone’ ha inserito un ‘Do
What you like’. Ha parlato delle incomprensioni e della rottura
turbolenta con i Take That per poi chiudere col passato con un
pacifico ‘Don’t look back in anger’, omaggiando i suoi amici
nemici Oasis. Senza nascondersi dietro una gioventù ormai
lontana, ha parlato delle difficoltà scaturite proprio da quel
successo, dei problemi con alcol e droga, delle ansie e di
quelle voci negative nella testa che lo hanno tormentato. Lo ha
salvato l’amore del pubblico, ma soprattutto il suo Angel, sua
moglie. Insieme a lei e ai loro quattro figli ha trovato una
serenità che gli fatto urlare al cielo ‘Love my life’. Ha
esordito con ‘Let me entertain you’ e poi ha intrattenuto i suoi
fan coinvolgendoli, scherzando con loro, dedicandogli canzoni.
Li ha coccolati fino all’ultimo, quando dopo un’ora e mezza si è
seduto di fronte a loro per cantare She’s the one’ con la giusta
intimità.
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