Un fratello e una sorella divisi
dalla loro creatività e forse anche da un amore impossibile da
vivere che li porta inevitabilmente a confrontarsi con gli
estremi. È la storia al centro di Fratello e sorella di Arnaud
Desplechin, già in concorso al Festival di Cannes e ora in sala
dal 3 agosto con Movies Inspired.
Da una parte troviamo uno scrittore famoso, Louis (Melvil
Poupaud), con la passione per oppio e alcol e, dall’altra, sua
sorella Alice (Marion Cotillard), attrice altrettanto famosa che
sembra apparentemente realizzata. Che tra loro non corra buon
sangue si capisce subito dal fatto che si evitano da vent’anni.
Un incidente stradale, così inizia il film, che vede coinvolti i
loro anziani genitori li costringe però a rincontrarsi. Tanto
più quando entrambi i vecchietti, che si amano molto, muoiono
all’ospedale l’uno dopo l’altro.
Il perché del loro odio così viscerale, intenso, che ricorda
quello di Caino e Abele, (“Ho un grande difetto: ogni volta che
tocco il quotidiano, non posso fare a meno di trasformarlo in
mito. Ho anche un piccolo pregio: ogni volta che tocco il mito,
non posso fare a meno di trasformarlo in quotidiano”, dice il
regista francese), non è abbastanza chiaro, anche se di mezzo ci
sono sicuramente un amore prossimo all’incesto, l’ammirazione e
la relativa invidia. Il successo di Louis, nei primi tempi
adorante con la sorella che considera una musa, non piace troppo
ad Alice quando è lui sotto i riflettori.
Scena cult del film il primo incontro tra i due all’ospedale.
Alice vede Louis da lontano nel corridoio della clinica e si
schianta a terra, ha un improvviso mancamento. Un gesto
teatrale, passionale più che di odio.
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