“Quando Nicola Timpone – il direttore del festival, ndr – ci ha invitati annunciandoci un premio ci sembrava davvero tanto, troppo, la prima sera c’era stato Giancarlo Giannini, poi Carlo Verdone, troppo per noi, ma quando abbiamo visto anche il nome di Barbara D’Urso, ci siamo detti ‘se premiano porci e cani va bene che ci siamo anche noi'”, hanno detto i due cabarettisti foggiani, annunciando tra l’altro ad ottobre la tournée teatrale in tutta Italia, “40 date, una per ogni nostro anno”.
Frecciatine alla D’Urso motivate così: “Si scherza, Barbara, ma tanto lo sanno tutti che non ci vogliamo bene, ma almeno noi lo diciamo, non siamo come quelli dello spettacolo che vanno in giro e dicono ‘Barbara sei grande’, noi ci mettiamo la faccia, potete fare anche i video” hanno detto rivolti al pubblico.
Scatenati, soprattutto Amedeo Grieco mentre Pio D’Antini cercava di essere più diplomatico. “Ma quanto è stato bello quando Pier Silvio le ha detto no?” ha incalzato Amedeo ridendo. “Noi misuriamo la grandezza di questi personaggi da come si mettono in gioco. Ad esempio – ha detto Pio – Maria De Filippi da noi si è sempre fatta mettere in mezzo, quindi la grandezza di una personalità si vede anche da questo. Io penso che la D’Urso sia intelligente e quindi salutiamo a Barbara”. E dopo un secondo, Amedeo ha detto “Falso”.
A premiarli è stato Lino Banfi, pugliese come loro. Pio e Amedeo conoscono a memoria i suoi film e lui li sente un po’ come eredi. “Non è che li voglio proteggere, sono bravi, mi piacciono da morire. In Puglia, come qui in Basilicata, non abbiamo avuto una tradizione teatrale come Eduardo per i napoletani. Ce la dobbiamo creare, io ho aperto la strada come ha ricordato con sincerità Checco Zalone, e ora loro due”.
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