Anche cori contro la premier Giorgia Meloni: ‘Reddito non c’è più, Meloni a testa in giù’, recita uno di essi. Il corteo dei manifestanti, giunto in piazza Garibaldi e si è spostato verso la sede di Fratelli d’Italia, che si trova all’inizio di Corso Umberto. Il portone d’ingresso è protetto da tre camionette della polizia davanti alle quali ci sono due file di agenti in tenuta antisommossa. Tanti gli striscioni esposti tra cui uno molto grande che recita ‘Lavoro o non lavoro, vogliamo campare. Lottiamo uniti per il reddito universale. Giù le mani dal reddito’.
Il gruppo dei manifestanti contro l’abolizione del reddito di cittadinanza si è poi fermato per pochi minuti davanti alla sede dell’Inps, in via Alcide De Gasperi.
Successivamente lo spostamento verso il Comune, cui è stato diretto il coro ‘Assassini’. Il Comune è accusato da alcuni rappresentanti di disoccupati e precari, di mancati interventi contro l’abolizione del reddito di cittadinanza.
La Prefettura di Napoli ultima tappa del corteo dei manifestanti che hanno sfilato per dire no all’abolizione del reddito di cittadinanza. Davanti alla sede territoriale del governo esposti striscioni e gridati cori per il lavoro. Alcuni dei portavoce dei manifestanti hanno chiesto un incontro con un rappresentante della Prefettura.
Calderone: ‘Qualcuno soffia sul disagio sociale’
“Questo Governo, attraverso l’incentivo al lavoro e il sostegno necessario ai nostri concittadini più fragili, impiega ogni ora del suo tempo per contrastare e ridurre quel disagio sociale su cui qualcuno – al contrario – soffia cercando di costruire il dissenso”. Lo ha detto la ministra del Lavoro, Marina Calderone in Question time alla Camera.
Manfredi: ‘Va bene protestare ma mai violenza’
“Noi dobbiamo condannare qualsiasi forma di violenza. La protesta in un Paese democratico è possibile ma dobbiamo assolutamente evitare che quelle che possono essere delle legittime proteste poi si possano saldare ad azioni che non sono democratiche”. Lo ha detto il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, in merito alla manifestazione di disoccupati e precari che sta attraversando la città contro la stretta all’erogazione del reddito di cittadinanza. La manifestazione ha registrato qualche momento di tensione in occasione del passaggio del corteo davanti alla sede di Fratelli d’Italia al corso Umberto. Il sindaco ha sottolineato inoltre che “se si riuscissero a definire percorsi più ordinati per questo processo, aiuterebbe ad avere una maggiore calma sociale”.
Presidio Usb davanti alla sede Inps a Pisa
Presidio del sindacato Usb stamani a Pisa davanti alla sede dell’Inps per contestare gli ultimi provvedimenti del Governo sul reddito di cittadinanza. Alcune decine di persone hanno manifestato in modo pacifico davanti agli uffici dell’istituto previdenziale ed esposto striscioni contro l’esecutivo di Giorgia Meloni: Giù le armi, su il reddito’ uno degli slogan scritti dall’Unione sindacale di Base che ha organizzato la protesta assieme a Potere al Popolo.
La manifestazione arriva dopo l’invio, tramite sms, ai percettori del reddito della comunicazione in cui si annuncia l’annullamento dell’assegno. “In Toscana di questi messaggini ne sono già arrivati circa 23mila”, affermano i sindacalisti. Al presidio erano presenti anche alcuni percettori del reddito che lo hanno ricevuto: “Così mi tolgono la dignità – afferma Marrica D’Andrea, 50 anni – perché con il reddito di cittadinanza riuscivo a pagarmi l’affitto e le bollette, mica ci andavo in vacanza. Alla mia età ormai non mi assume più nessuno”.
“Siamo il Paese in cui i salari sono talmente bassi da aver bisogno di essere integrati dal reddito di cittadinanza per raggiungere la soglia minima di dignità – denuncia Cinzia Della Porta dell’Usb di Pisa -. e oggi toglierlo significa dichiarare cinicamente guerra ai poveri e ai lavoratori a basso reddito”.
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