Un piccolo ma importante passo avanti nel tentativo di sbloccare l’impasse, trattandosi del primo contatto dal primo maggio quando il negoziato e’ fallito e gli sceneggiatori sono entrati in sciopero. Lombardini ha chiesto l’incontro per discutere sullo stato del negoziato, non su questioni di sostanza, ha scritto la Wga ai suoi membri: “Vi faremo sapere qualcosa dopo la riunione, ma state in guardia dalle voci. Se ci sara’ qualcosa di importante lo saprete direttamente da noi”. E’ da qualche giorno che l’Amptp, che rappresenta i maggiori studi di Hollywood e i servizi in streaming, stava valutando internamente come far ripartire il negoziato in una vertenza che sta mettendo in crisi l’industria dello spettacolo.
Lo sciopero degli scrittori di cinema, a cui si e’ aggiunto a meta’ giugno quello degli attori, ha di fatto paralizzato le attivita’ di Hollywood con pesantissimi danni economici per entrambe le parti. E’ la prima volta dal 1960 che entrambe le categorie di talenti di Hollywood si astengono dal lavoro contemporaneamente e fino a pochi giorni fa lo scenario piu’ plausibile era stato quello di una mano tesa delle major agli attori, storicamente meno intransigenti nelle loro richieste. Sono state le sparate della presidente della Sag-Aftra Fran Drescher contro i vertici degli studi a convincere alcuni produttori che gli sceneggiatori sarebbero stati piu’ aperti ad andare a un compromesso. Sceneggiatori e produttori restano comunque distanti su importanti nodi del nuovo contatto di categoria: gli studi hanno respinto le proposte del sindacato sul numero minimo di sceneggiatori incaricati di vigilare sui propri copioni di serie televisive e su diritti d’autore sullo streaming. La Wga, secondo una piattaforma fatta circolare all’inizio di maggio, vorrebbe un minimo di lavoro garantito per dieci settimane durante al fase di sviluppo di una serie e di altre tre per episodio una volta che il programma ha ricevuto luce verde. Vorrebbe anche, cosi come hanno fatto gli attori della Sag-Aftra, che il loro talento sia protetto dalla minaccia dell’intelligenza artificiale.
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