Il leader della giunta militare golpista in Niger, Abdourahmane Tchiani, ha detto in un discorso trasmesso dalla tv e citato dalla Bbc che il suo governo non cederà né alle pressioni regionali né a quelle internazionali per rimettere al suo posto il presidente eletto e rovesciato la scorsa settimana, Mohamed Bazoum.
Da parte sua, la ministra degli Esteri francese, Catherine Colonna, ha informato su Twitter che 992 persone, tra cui 560 francesi, sono state evacuate da Niamey a bordo dei voli speciali messi a disposizione dallo Stato francese. “Quattro voli partiti, 992 persone desiderose di lasciare il Paese trasportate, un quinto e ultimo volo programmato a fine giornata”, ha scritto Colonna, plaudendo al “grande lavoro” messo in campo dalle autorità transalpine.
Il Foreign Office ha confermato che un primo gruppo di cittadini britannici ha lasciato il Niger su uno dei voli francesi per Parigi, senza indicare quanti connazionali sono stati evacuati ma precisando che un “numero molto piccolo” di sudditi di Sua Maestà rimane nel Paese africano. Secondo la Bbc, erano meno di cento i britannici in Niger quando è avvenuto il colpo di stato militare che ha deposto il presidente Bazoum. Londra aveva consigliato ai connazionali di segnalare dove si trovavano e rimanere in casa.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in un’intervista a Isoradio, ha precisato che “gli italiani rimasti in Niger sono una cinquantina –
oltre ai 400 militari che fanno parte di un contingente – e sono seguiti minuto per minuto dalla nostra ambasciata che rimane aperta: la nostra ambasciatrice è in Niger, vengono continuamente informati della situazione. Oggi in Niger sarà una giornata incandescente, è la festa dell’indipendenza dalla Francia, ci sarà un corteo fino all’ambasciata francese, ma l’Italia non è un Paese nei confronti del quale ci possano
essere degli atteggiamenti negativi. E’ festa, quindi la nostra ambasciata oggi resta chiusa. Per il governo la priorità è tutelare l’incolumità dei nostri cittadini. Seguiamo la situazione minuto per minuto perché è in evoluzione”.
E infatti centinaia di persone si sono radunate a Niamey per manifestare a sostegno del golpe militare che ha rovesciato il presidente Bazoum nel giorno in cui si celebra l’indipendenza del paese dalla Francia. I manifestanti, alcuni dei quali sventolavano grandi bandiere
russe, hanno iniziato a radunarsi nel centro della capitale, sulla Place de l’Indépendance, all’appello dell’M62, una coalizione di
organizzazioni della società civile sovranista.
E nel frattempo il Commissario per gli Affari politici e la sicurezza della Comunità economica degli Stati dell’Africa Occidentale (Ecowas), Abdel-Fatau Musah. ha avvertito la giunta golpista che “l’opzione militare è l’ultima opzione sul tavolo, l’ultima risorsa, ma dobbiamo essere preparati a questa eventualità”.
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