Ultima seduta della settimana
debole per Piazza Affari, mentre gli altri listini azionari
europei hanno segnato un lieve rialzo: l’indice Ftse Mib ha
concluso in calo dello 0,41% a 28.586 punti, l’Ftse All share in
ribasso dello 0,37% a quota 30.606.
Sopra la parità invece gli altri mercati azionari del Vecchio
continente: la Borsa migliore è stata quella di Parigi, che ha
concluso in crescita dello 0,7%, seguita da Madrid (+0,6%) e da
Londra in aumento dello 0,4%. In crescita finale dello 0,3% sia
Francoforte sia Amsterdam.
Male Mosca, con l’indice Moex in rubli che ha ceduto l’1,7%,
mentre l’Rtsi ha perso il 2,9% in una giornata nella quale la
moneta russa ha toccato nuovi minimi con l’euro oltre quota 105.
Cattivo segnale per la Borsa moscovita anche dal prezzo del gas
in chiaro ribasso: il future con consegna a settembre ha chiuso
in calo del 5,3% a 28,8 euro al Megawattora.
I mercati azionari hanno guardato solo marginalmente ai dati
sotto le stime dal mondo del lavoro negli Stati Uniti, che
invece hanno influito maggiormente sui titoli di Stato con una
frenata alla recente corsa dei rendimenti. Lo spread tra Btp e
Bund tedeschi a 10 anni ha chiuso la giornata sui mercati
telematici piatto a 165 punti base, con il rendimento del
prodotto del Tesoro al 4,2%.
In questo clima, in Piazza Affari il titolo peggiore tra
quelli a elevata capitalizzazione è stato quello di Interpump,
che ha ceduto il 4,7%, con Diasorin in ribasso del 2,6%, Stm e
Recordati del 2,4%. Debole Tim (-1,3%) e fiacca Terna (-0,8%),
mentre ha recuperato Tenaris (+2,2%), con Mps nettamente in
salute (+2,8% a 2,53 euro) nel giorno della trimestrale. In
aumento finale del 2,8% anche Leonardo, che ha concluso poco
sotto i 13 euro.
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