Un progetto “che Michael Mann
voleva fare da tanti anni e io da tempo volevo lavorare con lui.
Ho letto varie stesure della sceneggiatura, e l’ultima era
veramente molto bella. Il film non è un biopic su Ferrari ma
una storia specifica su un periodo della sua vita… è come un
dramma shakespeariano”. Lo dice il due volte premio Oscar Pietro
Scalia, soffermandosi su Ferrari di Michael Mann, con Adam
Driver e Penelope Cruz, che sarà in concorso alla Mostra
Internazionale del Cinema di Venezia. L’occasione per parlarne
arriva al Locarno film Festival, dove l’editor vincitore
dell’Academy Award nel 1992 per Jfk di Oliver Stone e nel 2002
per Black Hawk down di Ridley Scott, ha ricevuto il Vision Award
Ticinomoda.
“La dedizione di Michael è incredibile – aggiunge Scalia in
un incontro con il pubblico -. E’ incredibile lavorare con
persone come lui o Ridley Scott, sono 80enni con l’energia di un
trentenne”. Il montatore, nato a Catania nel 1960, cresciuto
dall’età di un anno in Svizzera, dove la sua famiglia si era
trasferita, e diventato di casa a Hollywood accenna, fra i vari
temi, allo sciopero di sceneggiatori e attori in corso a
Hollywood: “C’è tanta incertezza, rispetto a quello che
succederà, lo sciopero ha ripercussioni su molti lavori legati
al cinema, compreso il mio, ma i problemi sono reali, come
quello dell’intelligenza artificiale – sottolinea -. Vedremo se
un giorno mi cloneranno, chissà ma ci vorranno ancora un po’ di
anni ” dice sorridendo.
Condividendo aneddoti e ricordi, Scalia racconta anche che
dopo la prima statuetta era tornato in Italia per lavorare a
Jackpot di Mario Orfini con Adriano Celentano (flop di critica e
di pubblico): “Quando sono arrivato in aereo a Roma con la
famiglia per iniziare il lavoro, alla dogana mi avevano fermato
per controllare le valigie e l’agente addetto mi ha
riconosciuto, sapeva che avevo appena vinto un Oscar; mi ha
chiesto su cosa stessi lavorando, io gli ho detto del progetto.
Lui ha commentato: ‘Dagli Oscar a un film con Celentano… dalle
stelle alle stalle…’ e aveva ragione” chiosa scherzando.
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