I turisti in spiaggia negli
anni ’60 e quelli di oggi a riscoprire lo stare insieme dopo la
pandemia; la vita su un peschereccio; la dimensione umana e
famigliare cercata anche dagli stranieri; procidane di ogni età,
da quelle giovani che portano avanti le tradizioni a quelle più
anziane che si prendono cura anche dei gatti; un isolano che ha
alle spalle una vita come capitano di lungo corso;. Sono solo
alcune delle tessere che compongono Procida, il film collettivo
realizzato lo scorso anno sull’isola Capitale Italiana della
Cultura 2022 da 12 giovani novelli cineasti (di età comprese tra
i 17 e i 25 anni) al termine di un lavoro di formazione diretto
da Leonardo Di Costanzo. Il film non fiction, prodotto, fra gli
altri, da Regione Campania e la sua Film Commission con
Parallelo 41 Produzioni, ha debuttato fuori concorso al Locarno
Film Festival.
“Molti dei ragazzi non avevano mai toccato una telecamera –
spiega all’ANSA Di Costanzo -. Questo è stato il primo progetto
in cui ho lavorato con ragazzi così giovani. E poi per la prima
volta delle mie ex allieve, Caterina Biasiucci, Claudia Brignone
e Lea Dicursi, sono state le insegnanti principali, nel Procida
Film Atelier 2022, da cui è nato il film, io avevo il ruolo di
coordinatore. E’ stato bello questo passaggio di testimone”. Con
i ragazzi “abbiamo parlato, ognuno ha scelto un soggetto, dei
personaggi, un luogo, e poi sono andati da soli a girare”. Per
Di Costanzo nei racconti sull’isola ci sono “una grande vitalità
e temi universali, che rimandano alle storie di tutti”.
Il cineasta avrà anche un corto alla Mostra del Cinema di
Venezia, Welcome to paradise, “nato sempre da un quadro di
formazione, i corsi della Fondazione Fare cinema, creata da
Marco Bellocchio” e dopo Ariaferma lavora sul prossimo film:
“Io però sono un po’ lento, mi innamoro di storie e ci metto
tempo per trovare la giusta forma drammaturgica e narrativa per
raccontarle”. Sicuramente “il mondo del carcere, della
punizione, del bene e del male mi ha fatto molto riflettere.
Dialogherà molto, penso con il prossimo film. Per me è come se
ogni film nascesse durante il precedente”.
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