Il Papa a Fatima, il suo dolore silenzioso per la pace
(dell’inviata Manuela Tulli)
L’estuario del Tago è un tappeto umano: sono oltre un milione i giovani alla veglia con Papa Francesco al Parque Tejo di Lisbona che, insieme alla messa di domani, è il momento clou della Giornata Mondiale della Gioventù. La giornata di Papa Francesco è cominciata con una visita a Fatima, il santuario mariano del Portogallo. Qui, ai piedi della Madonna, ha portato la sua preghiera “silenziosa e di dolore” per la pace, come riferito dal portavoce Matteo Bruni che ha dipanato un piccolo giallo della mattinata. Il Papa, che aveva inserito la tappa a Fatima proprio per la sua preoccupazione per i conflitti in corso nel mondo, nel suo breve discorso non ha pronunciato la parola “pace” né ha fatto alcun riferimento all’Ucraina e la Russia. “Il Papa mi ha detto che ha pregato in silenzio e con dolore per la pace, sono parole sue”, ha spiegato ai giornalisti. Ma sono inevitabili le domande sulla salute, questa volta per la vista perché Francesco in questo suo viaggio in Portogallo sta spesso scegliendo di lasciare i fogli dei discorsi preparati per parlare a braccio.
“Non è un problema di vista”, ha detto ancora Bruni. A fare riferimento alla volontà di “non sforzare la vista” era stato lo stesso Pontefice ieri mattina. Ma il portavoce vaticano spiega che in quella occasione “c’era un problema di illuminazione che gli faceva riflesso sugli occhiali per cui era difficile riuscire a leggere”. Questa mattina a Fatima ha messo da parte il testo del discorso e quello della preghiera che aveva preparato “non per un problema di vista, ma per una scelta pastorale nei confronti del popolo che si trovava di fronte”. Al santuario di Fatima c’erano alcuni detenuti e molti malati e disabili, anche gravi. A chi gli chiede se abbia problemi di memoria, Bruni replica: “non è un tema”. Infine a chi chiede se il Papa sia stanco, il portavoce risponde ai giornalisti: “Come voi, come è la vostra fatica per un viaggio intenso”.
Il Papa torna sulla pace nel primo pomeriggio con un tweet in cui rivolge una preghiera sempre alla Madonna di Fatima (che oggi ha ribattezzato, per la sua premura, ‘Nostra Signora della fretta’) : “Con cuore di figli ti consacriamo le nostre vite, ogni fibra del nostro essere, tutto quello che abbiamo e siamo, per sempre. Ti consacriamo la Chiesa e il mondo, specialmente i Paesi in guerra. Ottienici la pace. Tu, Vergine del cammino, apri strade dove sembra che non vi siano. Tu, che sciogli i nodi, allenta i grovigli dell’egoismo e i lacci del potere”, ha pregato il Papa. Di pace ha parlato, da Lisbona, anche il cardinale presidente della Cei Matteo Zuppi che è anche l’inviato del Papa per la missione di pace e che andrà prossimamente a Pechino. Ha ricevuto a ‘Casa Italia’, il quartiere generale dei pellegrini italiani alla Gmg, i vescovi ucraini della Chiesa greco-cattolica Ivan Kulyk e Maksym Ryabukha e della Chiesa cattolica di rito latino Oleksandr Yazlovetskiy che accompagnano 500 ragazzi.
“È stata un’occasione per rinnovare la solidarietà: molti sono i legami con la Chiesa in Italia. Questo conforta, dà speranza e risposte concrete. Continuiamo a pregare per porre fine al conflitto. Non può non esserci pace, perché senza di essa c’è solo la fine”, ha sottolineato Zuppi. Infine una nota di cronaca: stamane a Fatima ad accogliere il Papa c’ero uno strano cielo grigio-rosa. Era l’effetto di un incendio che dal giorno prima interessava la foresta di Castelo Branco, una località a 150 chilometri dal santuario mariano. Ma il vento ha portato la cenere fino alla Cappellina della Madonna e molti mezzi dei vigili del fuoco erano dislocati a Fatima, pronti ad intervenire se fosse stato necessario.
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