La Schlein, insomma, rifiuta l’impostazione di “mero ascolto” su cui il governo si sarebbe posizionato e, anzi, detta le sue condizioni: “noi siamo pronti al confronto sul merito e difenderemo la nostra proposta” ma “speriamo che abbiano delle novità”, delle risposte concrete. E non solo riguardo il tema del salario minimo ma “anche sui ristori per famiglie e imprese colpite dall’alluvione e dalle frane in Emilia-Romagna e sulle mancate dimissioni di De Angelis”, rilancia. Fredda è anche l’accoglienza che emerge da +Europa sull’invito a Palazzo, con Riccardo Magi che non dimentica “i toni definitivi e contundenti utilizzati fino a pochi giorni fa” dal governo, mentre per Angelo Bonelli, di Avs, non si può non “non rilevare che per mesi la maggioranza ha rifiutato qualsiasi tipo di confronto”.
Vertice leader opposizioni in vista incontro con Meloni
Per prepararsi a venerdì, Conte, Schlein, Calenda, Fratoianni, Bonelli e Magi si sono riuniti nel pomeriggio in una call online, che ha confermato la linea comune e la ferma volontà di sostenere insieme l’ipotesi di un salario minimo di 9 euro l’ora. Unità delle opposizioni che registra però l’attesa assenza di Italia Viva, decisa a non partecipare nemmeno all’incontro con Meloni in quanto non “firmataria della proposta”. “Iv ha già presentato i propri emendamenti alla proposta di legge Conte e li discuterà in Aula” scandiscono i renziani precisando che “la decisione è stata comunicata personalmente dal senatore Renzi a Palazzo Chigi”. E amen se promotore dell’appuntamento di venerdì sia stato Carlo Calenda, l’altra gamba di un Terzo Polo sempre più diviso. Ma anche dentro la stessa Italia viva non tutti sembrano allinearsi alla linea del leader: se Renzi declina l’invito a Palazzo, Elena Bonetti sui social esulta invece per la notizia dell’incontro col governo, dichiarando come “sulle questioni fondamentali che riguardano la vita del Paese bisogna avere il coraggio di mettersi ad un tavolo anche con chi la pensa diversamente da noi e provare a trovare una sintesi che unisca, non divida”.
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