Illustrazione: Abuso di minori e pedofilia
L’arresto è avvenuto al termine di una perquisizione domiciliare e informatica eseguita dal Centro Nazionale per il Contrasto della Pedopornografia Online (C.N.C.P.O.) del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma.
Abusi “compiuti sul figlio di un’amica”
Si tratta di una vicenda di eccezionale gravità perché gli abusi, ripresi con un smarthphone, venivano compiuti nei confronti del minore figlio di un’amica. Le foto e i video venivano poi inviati ai frequentatori di una comunità pedofila online di livello internazionale, attiva nel Dark Web. Quando hanno avviato le indagini, gli investigatori della Polizia Postale non avevano alcuna pista da seguire, a parte gli stessi file illeciti pubblicati e un nickname di fantasia dietro il quale si nascondeva.
Gli lasciava – ignara – il figlio per giocare
L’uomo approfittando delle occasioni in cui un’amica, ignara di tutto, gli lasciava il figlio minore per giocare, consumava e riprendeva gli atti di violenza sessuale, poi condivisi con altri utenti del Dark Web.
Hacker opera sul dark web
L’utilizzo del Darkweb garantisce ai propri utilizzatori l’anonimato, complicando notevolmente le indagini. Tuttavia, incrociando i risultati delle ricerche con tecniche di OSINT (Open Source INTelligence), partendo dalle piccole tracce e dagli elementi conosciuti, dall’analisi degli ambienti e dei luoghi è stato possibile risalire all’identità dell’abusante e della giovanissima vittima.
La svolta nelle indagini si è avuta dopo ore di attività sul duplice fronte della Clear Net e del Dark Web, in una corsa contro il tempo per scongiurare il pericolo di ulteriori violenze.
Polizia di Stato, la lotta contro la pedofilia
Altri minori abusati, video e foto diffusi sul web
Iper attivo negli scambi di materiale all’interno delle comunità pedofile, l’uomo aveva collezionato nel tempo una quantità smisurata di materiale pedopornografico, ritraente prevalentemente abusi sessuali su minori inferiori agli anni 10.
I dati raccolti durante la perquisizione informatica hanno confermato tutte le ipotesi investigative, il materiale è stato posto sotto sequestro, mentre l’indagato è stato condotto in carcere.
Polizia postale
Il pedofilo era ricercato a livello internazionale da altre forze di polizia specializzate, impegnate in attività sotto copertura online nel contrasto alla pornografia minorile all’interno delle comunità virtuali del dark web.
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