Dal 2010 al 2020 la Penisola ha speso complessivamente per la costruzione e manutenzione di infrastrutture di trasporto circa 98,3 miliardi di euro.
Molto meno dei maggiori partner europei. Gli investimenti hanno superato i 227 miliardi di euro in Germania, 223 in Francia e 186 in Gran Bretagna. Solo la Spagna ha fatto meno di noi con 90 miliardi di euro.
“Le infrastrutture di cui ha bisogno il Paese devono essere realizzate in modo sostenibile e coinvolgendo i territori e i corpi intermedi che rappresentano la società civile, invece di essere calate dall’alto”, osserva Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, “Il processo di consapevolezza delle popolazioni locali infatti non è una perdita di tempo, ma riguarda la sensibilizzazione a riguardo degli obiettivi di bene comune. Serve, insomma, un approccio sussidiario”. Della fotografia prende subito atto il vicepremier e ministro Matteo Salvini. “Nei prossimi mesi ci saranno investimenti senza precedenti soprattutto per strade, autostrade, ferrovie e dighe: parliamo di 4mila cantieri solo per opere ferroviarie e stradali e 125 miliardi di investimenti esclusivamente per far correre di più e meglio i treni.
“L’anticipazione del rapporto della Fondazione per la Sussidiarietà sulle infrastrutture conferma un drammatico ritardo dell’Italia: nell’ultimo decennio siamo tra gli ultimi in Europa per investimenti. Una fotografia che rafforza la nostra determinazione per sostenere il Paese dei Sì e recuperare il tempo perso”, commenta il vicepremier e ministro Matteo Salvini.
“Nei prossimi mesi ci saranno investimenti senza precedenti soprattutto per strade, autostrade, ferrovie e dighe: parliamo di 4mila cantieri solo per opere ferroviarie e stradali e 125 miliardi di investimenti esclusivamente per far correre di più e meglio i treni. L’Italia ha bisogno di sbloccarsi e guardare al futuro con fiducia e ambizione. Moltiplicheremo i lavori, anche grazie a rivoluzioni normative come il Nuovo Codice degli Appalti, e realizzeremo opere di rilevanza mondiale come il Ponte sullo Stretto. Il Mit, che ho l’ambizione di trasformare nella casa degli amministratori locali, giocherà da protagonista la partita per il futuro dell’Italia”.
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