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Partecipano alla cerimonia nella Radura della memoria di via Fillak il ministro delle Infrastrutture, Salvini, il sindaco di Genova, Marco Bucci, il governatore della Liguria, Giovanni Toti e la presidente del comitato parenti delle vittime Egle Possetti. Quest’ultima ha detto: “Sono passasti cinque anni in cui ci siamo ritrovati in un tempo sospeso, abbiamo dovuto sentire in quell’aula di tribunale la realtà prendere forma. Siamo, nostro malgrado, testimoni di un sistema che ha minato i nostri principi costituzionali – e ha proseguito – Abbiamo sentito in aula troppi nonso e non ricordo. È emersa tanta approssimazione e incompetenza. Poi – ha concluso – ci sono coloro che hanno beneficiato di utili immensi e ora stanno diversificando i loro interessi e pulendo la loro immagine. I nostri cari devono avere la legge sulle vittime dell’incuria e il memoriale che sorgerà qui e che stiamo seguendo”.

Il 14 agosto 2018 crollava l’intero sistema bilanciato della pila 9 del viadotto del Polcevera, più noto come ponte Morandi, provocando 43 morti e 566 sfollati. Il 7 luglio 2020 è iniziato il processo con 59 imputati, centinaia di persone hanno chiesto risarcimenti. Il 3 agosto 2020 è stato inaugurato il nuovo viadotto Genova San Giorgio, costruito su disegno dell’architetto Renzo Piano.

Il capo dello Stato Sergio Mattarella ha inviato un messaggio per commemorare quella che definisce “catastrofe inaccettabile”. Il presidente ha ribadito che occorre fare giustizia. “Con il sostegno del Paese intero Genova ha saputo mettere in campo una grande reazione civile, che è divenuta, forza ricostruttiva”.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha detto: “Rinnoviamo le scuse dello Stato per 43 vite spezzate”.

Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, presente alla commemorazione a detto: “Quei 43 morti non sono morti per una calamità naturale sono vittime dell’incuria di qualcuno che non ha fatto il suo lavoro, di qualcuno che non ha mantenuto gli accordi fatti. Si parla tanto in questi giorni di extraprofitti legati alle istituzioni bancarie, mi sono letto diversi atti di quel processo: ci sono stati miliardi di euro di profitti, una parte dei quali avrebbe dovuto essere reinvestita in manutenzione che, evidentemente visto quello che è accaduto, non è stata reinvestita in manutenzione. Non voglio anticipare sentenze, non spetta a me, non ne ho la competenza ma mi sembra evidente…”. Poi Salvini a margine della cerimonia, ai cronisti ha aggiunto: “Non so perché non fu revocata all’epoca la concessione. Non ero io presidente del Consiglio”. 

All’epoca del disastro Salvini faceva parte del governo “giallo-verde”. “Espressi in diverse sedi il mio parere, ma non sempre puoi avere ragione. Diciamo che ho espresso il mio parere di recente anche su altre situazioni autostradali, ho espresso il mio parere sui prelievi degli extra profitti delle banche. In alcuni casi ho avuto ragione, mentre nel caso si autostrade per l’Italia purtroppo no”. 

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio: “Tutta l’Italia attende di avere, dai processi in corso, risposte sulle responsabilità di quella sciagura. Il Ministero della Giustizia continuerà ad assicurare ogni supporto agli uffici giudiziari genovesi”.
 

La commemorazione: i nomi delle 43 vittime sul maxischermo della Regione

La Regione Liguria ha ricordato la tragedia attraverso il maxischermo sulla facciata del palazzo di Piazza De Ferrari, su cui scorreranno i nomi delle 43 vittime, a cinque anni dal disastro. Oggi Toti alla commemorazione ha detto: “Nei momenti di quella giornata tragica d’agosto è cominciata quella riscatto, quella collaborazione, quella capacità che poi ha fatto della ricostruzione del ponte che avete davanti un modello per l’Italia. Oggi siamo qua per ricordare le persone che non ci sono più, ma siamo qua anche per chiederci che cosa possiamo e dobbiamo fare per onorare quelle vittime senza colpa. Noi che siamo qui sopravvissuti senza merito perché chiunque poteva passare su quel Ponte quel giorno? E credo che ci siano due parole: una è giustizia e una è coraggio”. 

“Il coraggio che ci hanno dimostrato i familiari delle vittime che hanno saputo affrontare questi cinque anni senza un loro caro scomparso – ha detto Toti -. Senza una ragione, senza un perché. La giustizia è quella che aspettiamo dal tribunale. Voglio ringraziare anche il lavoro dei magistrati della procura del tribunale di Genova, impegnati in un lavoro complesso che non deve portare a vendetta, ma a verità e giustizia che è quella che si pronuncia nelle aule dei tribunali – ha sottolineato Toti -. È chiaro che cose che abbiamo letto tutti di quel processo fanno accapponare la pelle, però occorre avere fiducia nel lavoro dei magistrati, certi che sapremo la verità. Chi ha avuto una perdita così profonda avrà giustizia. La parte che spetta a chi ricopre una carica istituzionale pro tempore è quella di far sì che non accada più un altro ponte Morandi. Molto è stato fatto in questi anni e molto resta ancora da fare. Cosa vuol dire solo manutenere? Lo ha detto bene oggi il Presidente Mattarella, significa ‘avere cura di quel complesso gigantesco di opere che i nostri nonni e i nostri genitori ci hanno affidato nel dopoguerra. Vuol dire anche migliorarle e costruirle di nuovo. Questo è il compito della politica. Questo significa avere il coraggio di scelte che spero che quel che è successo possa ispirare a tutti perché quella tragedia come quel riscatto, quella ricostruzione, il lavoro da fare non hanno colori né simboli. Sono un patrimonio di questo Paese a cui Genova e la Liguria hanno pagato un tributo dolorosissimo”. 

Il processo

Tra i 59 imputati ci sono: dirigenti, funzionari e tecnici di Autostrade per l’Italia, ministero delle Infrastrutture e Spea, Società progettazioni edili autostradali. Le accuse sono omicidio colposo plurimo, omicidio stradale, crollo doloso, omissione d’atti d’ufficio, attentato alla sicurezza dei trasporti, falso e omissione dolosa di dispositivi di sicurezza sui luoghi di lavoro.

Sono quasi 170 testimoni dell’accusa. Le indagini, prima del rinvio a giudizio, sono durate tre anni.

Egle Possetti è la presidente del Comitato “Parenti vittime ponte Morandi”, è parte civile nel processo. Ai giornali in questi giorni ripete: “Lo Stato ci ha abbandonato. I miei genitori ottantenni non hanno ricevuto neppure un telegramma di condoglianze. Nessuno ci ha cercato. Ci ha chiamato solo il Comune di Genova due mesi dopo quel 14 agosto 2018”.

La sentenza di primo grado è attesa per il 2024, ma potrebbe non essere realistico. Il procuratore capo di Genova, Francesco Pinto, lo scorso anno annunciava già che sarà difficile per questo processo rispettare i parametri costituzionali della ragionevole durata.

Due società coinvolte nell’inchiesta, Autostrade per l’Italia e Spea, imputate per la responsabilità amministrativa, hanno patteggiato durante l’inchiesta, evitando così evitato le sanzioni interdittive, che avrebbero impedito di svolgere le loro attività, versando in totale circa 30 milioni di euro.

Lo scorso maggio, nel corso di un’udienza, c’è stata una testimonianza che ha fatto molto discutere, quella di Gianni Mion, uno dei principali dirigenti della società che gestiva il ponte. Mion ha detto che dubbi dubbi sulla stabilità del ponte erano emersi in passato e che erano stati deliberatamente ignorati. Nel 2010 “chiesi se ci fosse una società esterna che certificasse la sicurezza e l’allora direttore generale di Autostrade, Riccardo Mollo, mi rispose la sicurezza ce la auto-certifichiamo”.

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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