La tempesta di ieri sera ha causato
gravi danni alle coltivazioni della zona a nord di Torino, fra
il Ciriacese e il basso Canavese. Lo comunica Coldiretti. “La
coltura più danneggiata – viene spiegato – è il mais che è ormai
in fase di raccolta: interi campi sono stati abbattuti dal forte
vento e schiacciati dalla grandinata. Azzerati tutti i
cosiddetti secondi raccolti che vengono destinati al consumo
bovino e che hanno piante ancora in crescita, ma è andato
distrutto anche il 50% dei primi raccolti, la parte più
importante dell’annata agricola”.
“In un attimo – prosegue Coldiretti – gli agricoltori si sono
visti abbattere le piantagioni. Proprio in un anno che
nonostante le mille difficoltà sembrava promettere un buon
raccolto”.
“Ad agosto – commenta il presidente di Coldiretti Torino,
Bruno Mecca Cici, che ha visto le sue coltivazioni sfiorate
dalla tempesta – i temporali ci sono sempre stati ma non di
questa potenza Agli agricoltori colpiti va tutta la nostra
solidarietà. Ma è evidente che fare agricoltura di fronte al
cambiamento climatico è sempre più una sfida impari”.
Secondo Mecca Cici “mettere al sicuro le aziende agricole
non interessa solo il nostro comparto agricolo ma tutte le
filiere alimentari” e per questo motivo “è fondamentale che le
aziende agricole siano messe in condizione di potere assicurare
i raccolti distrutti da eventi calamitosi. Se non vengono
aiutate a fare fronte a questo clima tropicale – conclude – c’è
il rischio di nuove chiusure con ripercussioni gravi su tutto il
settore agroalimentare e sulle economie dei territori”.
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