Sul fenomeno delle ‘banche ombra’, colpite dalle gravissime difficoltà del comparto immobiliare, Bloomberg ha riferito quanto detto agli investitori da Wang Qiang, segretario del Cda del trust in parte di proprietaria di Zhongzhi Enterprise Group: in una riunione tenuta a inizio settimana dopo i mancati pagamenti dell’8 agosto su un lotto di prodotti, Wang ha parlato di ritardi su almeno un’altra decina dalla fine di luglio. Si tratta di difficoltà che amplificano quelle vissute dall’economia. La ripresa della Cina “sarà un processo accidentato e tortuoso”, ma i critici occidentali “alla fine saranno sicuramente smentiti”, ha tuonato il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin durante il briefing quotidiano, lamentando che “un certo numero di politici e di media occidentali hanno esaltato i problemi nel processo di ripresa economica post-pandemica della Cina”. Tuttavia, “abbiamo la fiducia, le condizioni e la capacità per raggiungere con alta qualità gli obiettivi di sviluppo economico e sociale fissati per il 2023”.
La Cina “continuerà ad essere fonte di forza per la ripresa e la crescita dell’economia mondiale”, ha notato il portavoce. I suoi commenti, tra l’altro, sono maturati all’indomani della tornata di dati negativi e a pochi giorni dai pesanti giudizi del presidente Usa Joe Biden, per il quale i crescenti problemi economici del Paese ne hanno fatto una “bomba a orologeria”. Le vendite al dettaglio, indicatore chiave dei consumi, sono salite del 2,5% annuo a luglio, in calo sul 3,1% di giugno e al di sotto delle aspettative degli analisti. Debole la produzione industriale (+3,7% su proiezioni per 4,4%), mentre ha stupito l’annuncio dell’Ufficio nazionale di statistica sullo stop alla diffusione dei dati sulla disoccupazione per età, citando la necessità di “migliorare e ottimizzare ulteriormente le statistiche dell’indagine sulla forza lavoro”.
La mossa ha scatenato contraccolpi e ironia sui social media in mandarino, con gli utenti che hanno accusato le autorità di aver tentato di nascondere l’entità della crescente disoccupazione giovanile. L’ultimo dato, quello di giugno, ha visto i senza lavoro tra i 16 ei 24 anni raggiungere il record del 21,3% (alcuni ipotizzano sia schizzata al 50%), su una disoccupazione complessiva è salita dal 5,2% al 5,3%. La leadership comunista ha cercato di aumentare i consumi interni nelle ultime settimane: a luglio il Consiglio di Stato (il governo centrale) ha rilasciato un piano in 20 punti per incoraggiare i cittadini a spendere di più in settori quali veicoli, turismo ed elettrodomestici. I vertici del Paese hanno avvertito che l’economia deve affrontare “nuove difficoltà e sfide” nonché “pericoli nascosti in aree chiave”. Mentre il premier Li Qiang, presiedendo la seconda riunione plenaria del Consiglio di Stato, ha riferito che la Cina si impegna a espandere i consumi interni per stimolare la crescita e a continuare a sostenere il settore privato attraverso controlli macroeconomici “mirati ed energici” e un coordinamento politico rafforzato per lo sviluppo di alta qualità. Li non ha fornito indicazioni specifiche, ripetendo valutazioni di massima, quando la seconda economia del pianeta è scivolata a luglio in deflazione per la prima volta in più di due anni a causa dei consumi stagnanti e del calo dell’export.
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