Sulla scena dal 2007, gli OneRepublic debuttarono con il singolo Apologize, che ancora oggi è considerato uno dei loro brani di maggior successo. “Non immaginavamo che avrebbe raggiunto quei livelli. È stato divertente – ha raccontato Tedder, recentemente ospite con il gruppo a Isle of MTV Malta a conclusione di un tour che li ha visti anche passare in Italia con quattro date -. Non puoi sapere se una canzone avrà successo o no, e nel 2023 non lo sappiamo ancora. È come vincere alla lotteria. Non importa quanto tu sia bravo come artista, tutti possono pensare che una canzone possa avere potenzialmente successo, poi esce e non lo diventa. Invece un ragazzino fischia in una busta di plastica, pubblica un video online il tutto e diventa virale! Rispetto a prima, oggi non c’è controllo su ciò che può avere successo”.
Ricordando la magia della nascita di Apologize, il frontman ha spiegato che “tutto quello che ricordo è la sensazione di quando l’ho ascoltata per la prima volta: mi ha fatto sentire come mi facevano sentire le mie canzoni preferite della mia adolescenza. Le grandi canzoni. Come Champagne Supernova, per dire. Quella sensazione di quando vorresti sentire la stessa canzone mille volte. Apologize è stata la prima cosa che ho fatto che mi ha fatto sentire in quel modo. E allora ho pensato che forse sarebbe stata una grande canzone”. Una canzone che dopo 16 anni non mostra una ruga. “Là fuori ci sono ragazzi di 14 anni che conoscono ogni parola di Apologize, e questa è l’unica cosa davvero interessante dello streaming. È la Generazione Z: loro non sanno o non si preoccupano di quando una canzone è uscita, se è degli anni ’80, dei ’90. A loro non importa chi sei o che genere fai: a loro piacciono le belle canzoni. Alla loro età ero più prevenuto verso certi generi o certi decenni”.
L’apice è già raggiunto o gli OneRepublic hanno ancora da dire? “Non siamo ancora arrivati al climax. A volte ci arrivi, a volte non lo raggiungi mai. Sarà internet a dirci quando lo avremo raggiunto. Il mondo, soprattutto sui social, enfatizza solo i successi, ma, nel nostro mestiere, penso che sia importante anche accettare il fallimento. E penso che il talento sia sopravvalutato e le persone che effettivamente riescono in questo lavoro, sono quelle che sono programmate per non mollare.
È questa la chiave”.
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