La leader del movimento Revolucion Ciudadana risulta in testa col 33,1 per cento delle preferenze: non abbastanza per dirsi certa di una vittoria ancora da conquistare e combattere con l’esponente dell’alleanza Adn, fermo al 23,9%. Definitivamente lasciato a casa il giornalista Cristian Zurita con circa il 16,3 per cento: quest’ultimo aveva sostituito in corsa Fernando Villavicencio ucciso in un agguato lo scorso 9 agosto.
Il Paese è ancora sotto shock per l’omicidio del candidato centrista e la violenza sottesa dei narcos ha così comunque dominato una giornata elettorale che è risultata tranquilla solo all’apparenza. Dopo l’assassinio di Villavicencio, il presidente uscente aveva dichiarato lo stato di emergenza: “Le Forze armate si mobiliteranno in tutto il territorio nazionale per garantire la sicurezza dei cittadini, la tranquillità del Paese, le elezioni libere e democratiche del 20 agosto”.
Secondo gli analisti, però, l‘affluenza storica registrata alle urne, pari all’82% degli aventi diritto, è da leggere anche come un segnale di forte volontà di riprendere in mano le redini del proprio Paese da parte dei cittadini ecuadoriani.
La tornata elettorale ha comunque registrato il tentativo di sabotaggio della piattaforma utilizzata per registrare i voti degli ecuadoriani all’estero sotto attacchi incrociati lanciati da India, Bangladesh, Pakistan, Russia, Ucraina, Indonesia e Cina e in Europa, dove sono risultati concentrati soprattutto su Spagna e Italia.
L’attuale favorita, Luisa Gonzalez, è la fedelissima dell’ex presidente progressista Rafael Correa: avvocatessa, animalista è però contraria all’aborto anche nei casi di stupro, ed è decisa ad integrare nel suo esecutivo proprio Correa, accusato di corruzione e attualmente in esilio in Belgio. La candidata del movimento Revolucion Ciudadana ha assicurato che la priorità del suo eventuale governo sarà combattere le “gravissime infiltrazioni del narcotraffico“.
Dall’altro lato del ring politico Daniel Noboa, 35 anni, figlio di uno degli imprenditori più ricchi del Paese: l’erede del magnate delle banane Álvaro Noboa è il più giovane della competizione elettorale. In materia di sicurezza il candidato di Azione democratica nazionale (Adn) propone una diversa distribuzione dei detenuti nelle carceri. Nel suo programma anche un occhio di riguardo per gli imprenditori e la volontà di creare maggiori posti di lavoro.
Il ballottaggio tra i due è previsto per il prossimo 15 ottobre, ma il nuovo capo di Stato resterà in carica per poco più di un anno, ossia solo fino alla scadenza della legislatura nel 2025. Quindi si andrà di nuovo al voto. Questo perché lo scorso maggio il presidente conservatore Guillermo Lasso aveva invocato la clausola costituzionale della “muerte cruzada”(morte reciproca) e sciolto il Parlamento controllato dall’opposizione per sfuggire all‘impeachment.
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