Va di tendenza l’hashtag #iostoconVANNACCI. E c’è inquietudine di fronte a posizioni come quella che Gianni Alemanno prende oggi su Repubblica: difende il generale, sostiene che gli elettori della Meloni sono ”delusi” e lui è “pronto a costruire l’alternativa”, a “raccogliere l’eredità della destra sociale che la Meloni ha cancellato”. Il governo di destracentro “vuole fare il primo della classe sia nel contesto atlantico, sia europeo, sia riguardo al politicamente corretto” e le contraddizioni esploderanno. Sarà il Forum dell’Indipendenza italiana dell’ex dioscuro della destra sociale, a dare voce ai disillusi? “Penso proprio di sì se Meloni continuerà su questa strada”, occupa appunto spazio politico Alemanno, che riflette su una possibile candidatura del generale Vannacci. Che non esclude del tutto un suo futuro in politica. “Faccio il soldato. Almeno per ora”, afferma. “Non ho sentito il ministro Crosetto e non ho ricevuto alcuna notifica di provvedimenti. Io sono stato avvicendato, dalla mezzanotte di oggi, non sono stato rimosso dal mio incarico”, puntualizza. Mentre una libreria attacca cartelli intimando di non chiedere il libro, Anpi e Pd chiedono che la premier Giorgia Meloni esca dal suo silenzio e dica cosa pensa. “Mi stupisce e colpisce il silenzio del Presidente del Consiglio – afferma il presidente dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo -.L’aspetto che mi ha più colpito del libro è quando Vannacci fa riferimento al diritto all’odio”: “Che cosa pensa di questa vicenda la premier, che finora si è trincerata in un imbarazzante silenzio? Da che parte sta Giorgia Meloni?”, twitta il Pd con Antonio Misiani.
Ma è il vicepremier leghista, oggi, a rubare la scena. “Mi rifiuto di pensare che in Italia ci sia un Grande fratello che dice questo lo puoi leggere e questo no. Vannacci ha fatto missioni in Somalia, Iraq Afghanistan, e ha difeso patria, bandiera, i suoi uomini, e fece denunce sull’uranio impoverito che tanto male ha fatto ai militari italiani”. Un uomo da difendere. “Dichiarazioni inaccettabili che sono la negazione dei presupposti costituzionali della nostra democrazia” per Il vicepresidente dei senatori del Pd Mirabelli. “C’è un serio problema istituzionale”, twitta il capogruppo di Azione-IV al Senato Borghi. Mentre al Quirinale c’è il massimo riserbo sulla vicenda e si ricorda che il presidente è in vacanza a Dobbiaco ospite del distaccamento dell’aeronautica militare in val Pusteria, è facile immaginare che Sergio Mattarella, che è anche capo delle Forze Armate, non sia esattamente in sintonia con il “credo” del generale Vannacci. Interviene sulla querelle, ringraziando Vannacci per aver difeso la libertà di pensiero dei militari, “Il Nuovo Sindacato carabinieri”. E si schierano due ex ministri della Difesa. Lorenzo Guerini del Pd, in difesa di Crosetto, ed Elisabetta Trenta, del generale: “un libro che apre un dibattito e fa discutere non può avere la forza di cancellare il curriculum di tutto rispetto di un valoroso e fedele servitore dello Stato”.
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