Le Borse europee frenano a metà
seduta con gli investitori che digeriscono gli indici pmi
dell’Eurozona e della Gran Bretagna dai quali è emersa, oltre
alla consueta debolezza della manifattura, anche l’inattesa
caduta dei servizi, con la previsione di un terzo trimestre
negativo per il pil europeo e tedesco in particolare.
Parigi gira in calo (-0,2%), Milano e Francoforte si
appiattiscono sulla parità, mentre Londra sale dello 0,6%, con
le preoccupazioni per le difficoltà in cui si dibatte l’economia
che prendono la scena. Avanzano invece i titoli di Stato sulle
scommesse che la Bce, alla luce dei rischi di recessione, possa
concedersi una pausa a settembre anche se, rileva Hboc,
l’aumento dei salari e dei prezzi nei servizi non
giustificherebbe tanto l’ottimismo.
I rendimenti dei bond di Italia, Francia, Germania, Spagna e
Gran Bretagna si riducono di non meno di dieci punti base mentre
l’euro e la sterlina, scivolate a ridosso della diffusione degli
indici pmi, accentuano i ribassi sul dollaro, con la moneta
unica che cede lo 0,35% a 1,08 e il pound in calo dello 0,72% a
1,26.
I dati aumentano l’attesa dei mercati per i discorsi dei
presidenti di Fed e Bce venerdì a Jackson Hole mentre stasera i
risultati di Ndivia saranno un test importante per sostenere le
valutazioni stellari delle società coinvolte nell’intelligenza
artificiale. A Piazza Affari corrono Erg (+3,4%) e le utilities,
con in testa Hera (+2,1%), Snam (+2%), A2A (+2%), Terna (+1,9%)
ed Enel (+1,7%) mentre soffrono Unipol (-3,8%), tagliata da
Kepler, Mps (-2,9%), Stm (-2,4%), Tenaris (-1,8%) e Banco Bpm
(-0,9%).
Deboli gli energetici, in scia al calo del prezzo del
petrolio (-1,4%), su cui pesano i timori di frenata
dell’economia globale, e del gas ad Amsterdam (-11,7%), sotto
tensione in attesa di conoscere l’esito delle trattative tra
sindacati e datori di lavoro che potrebbero portare a uno
sciopero negli impianti di liquefazione del gas in Australia.
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