La Dengue non si trasmette come contagio diretto tra esseri umani, anche se l’uomo è il principale ospite del virus. Il virus circola nel sangue della persona infetta per 2-7 giorni, e in questo periodo la zanzara può prelevarlo e trasmetterlo ad altri, come spiega l’Istituto Superiore di Sanità. In entrambi il contagio non sembrerebbe legato a viaggi dove è documentata la diffusione della malattia.
Il virus è molto diffuso durante e dopo la stagione delle piogge nelle zone tropicali e subtropicali di Africa, Sudest asiatico e Cina, India, Medioriente, America latina e centrale, Australia e diverse zone del Pacifico. La malattia oggi è endemica in più di 100 Paesi delle zone del sud del mondo.
Da circa vent’anni la sua diffusione sta aumentando anche in Europa, generalmente come malattia di importazione dovuta ai viaggi di merci e persone. I casi europei monitorati in questi anni, sono attribuiti alla zanzara Aedes albopictus. Dall’inizio del 2023, in Italia sono stati identificati 79 casi importati, che non differiscono per caratteristiche cliniche e decorso da quelle autoctone.
La febbre, anche molto alta, compare dopo 5-6 giorni dalla puntura della zanzara. Alla febbre fino a 41 C° sono associati dolori articolari, nausea e forti mal di testa che possono persistere per diversi giorni. La diagnosi precisa avviene con esami del sangue. La malattia può svilupparsi anche sotto forma di febbre emorragica. La forma emorragica della malattia, secondo i dati dell’Oms, obbliga all’ospedalizzazione oltre 500mila persone ogni anno, di cui la gran parte sono bambini, con un tasso di mortalità almeno del 2,5%.
L’unico modo per difendersi è non esporsi a punture di zanzara o usare repellenti adatti. Eliminare ristagni d’acqua nei giardini e nei balconi, ed effettuare disinfestazioni nelle aree verdi.
Nella maggior parte dei casi le persone guariscono completamente in due settimane. Non ci sono cure specifiche, oltre al riposo assoluto e all’uso di sintomatici come gli antipiretici. La spossatezza può permanere per diversi giorni.
La malattia può svilupparsi sotto forma di febbre emorragica con emorragie gravi da diverse parti del corpo che possono causare veri e propri collassi e, in casi rari, risultare fatali.
Attualmente sono allo studio una serie di vaccini, anche se la conoscenza del virus e del suo meccanismo di azione sono aumentate solo in anni recenti, dopo che si è registrato un incremento della diffusione della malattia. Purtroppo, l’aver contratto la dengue protegge la persona solo contro il virus che l’ha causata ma non contro gli altri tre tipi virali.
Per approfondire si può consultare la pagina dedicata in questa dashboard dell’ISS.
Monitoraggio febbre dengue
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