“La realtà romanzata al mondo nel retroscena inventato è che ‘oggi Alemanno e Storace vogliono cimentarsi in una nuova, perigliosa avventura’. Dove? Quando?”. “Poi è da standing ovation la frase: ‘Il libro di Vannacci lo avrebbe ispirato proprio Storace’. Manicomio”. Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma e fondatore del neonato Forum per l’Indipendenza Italiana, aveva già spiegato che prendere le difese del generale è stato naturale, anche se non tutto quello che ha scritto sul suo libro “è condivisibile e appropriato”. Oggi di candidature di Vannacci non parla ma fa un passo avanti e avverte “Ci candidiamo a essere pungolo per Meloni. Dall’esasperato atlantismo all’eccessiva disponibilità verso l’Europa, fino al ritorno al neoliberismo e all’accondiscendenza verso gli interessi delle grandi multinazionali, la premier non sta voltando pagina. La nostra priorità non è far rinascere la destra della destra, ma fare in modo che prevalga quell’istanza di cambiamento per cui Giorgia è stata votata dagli italiani”. Il generale, dal canto suo, non chiude nessuna porta e sfrutta l’onda mediatica che lo vede coinvolto. A zona Bianca, su Rete4, ammorbidisce i toni e spiega che se avesse un figlio gay, lo accetterebbe “assolutamente”. Ma sulle accuse che gli sono state mosse ci tiene a precisare che non farà “nessun passo indietro” perché non le riconosce come tali. E a domanda precisa sulla sua entrata in u partito risponde: “Non mi chiudo mai alcuna alternativa e le lascio tutte aperte. Quindi non dirò mai di no, ma dico che per ora faccio il soldato e continuo a fare il soldato. In base a quello che sarà il futuro, poi deciderò. Never say never”. Ma intanto l’Usigrai, commentando l’intervista del generale al Tg1, la definisce una “brutta pagina di servizio pubblico”.
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