A far cadere l’aereo su cui viaggiava il capo di Wagner Yevgeny Prigozhin è stata probabilmente un’esplosione a bordo del velivolo causata da una bomba o da un altro dispositivo piantato sull’aereo. Lo riporta il New York Times citando funzionari americani e occidentali, secondo i quali il presidente Vladimir Putin avrebbe ordinato la distruzione dell’aereo nel tentativo di uccidere Prigozhin. Una conclusione definitiva su quanto accaduto comunque non è ancora posisbile.
Lo zar ha promesso un’inchiesta su quanto accaduto che “andrà fino in fondo”, mentre sui media e in rete impazza ogni tipo di ipotesi, dal missile alla bomba. Ma tra gli oppositori e i governi esteri, in particolare dalla nemica Ucraina, sono in molti a puntare il dito proprio verso Putin, sospettato di essersi vendicato di Prigozhin due mesi dopo il tentato ammutinamento della Wagner.
“Noi non c’entriamo niente, tutti sanno chi è il responsabile”, ha affermato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Anche se da Johannesburg, dove ha presenziato al vertice dei Brics, il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha esortato a “concentrarsi sui fatti e non sulle dichiarazioni dei media occidentali”. Putin ha detto che Prigozhin era rientrato proprio ieri dall’Africa e aveva avuto alcuni incontri con autorità a Mosca. Poco dopo le 18 ora locale (le 17 in Italia) è avvenuto lo schianto dell’aereo, che dalla capitale si dirigeva a San Pietroburgo. Tra le dieci vittime, ha riferito Rosaviatsia, l’Agenzia federale per il trasporto aereo, ci sono Prigozhin e Utkin.
Ma i corpi degli occupanti dell’aereo – sette passeggeri e tre membri dell’equipaggio – sono carbonizzati e quindi non possono essere riconosciuti visivamente, ha scritto il sito di notizie Fontanka citando uno degli investigatori sul luogo dello schianto, vicino al villaggio di Kuzhenkino, nella regione di Tver. Il cadavere di Prigozhin, dunque, sarebbe stato identificato in base a “prove circostanziali”, in attesa di una conferma dal test del Dna. Tra queste prove, secondo il canale Telegram VChK-OGPU, vi è il fatto che a uno dei corpi manca una falange di un dito della mano. Come a Prigozhin. Un’altra, ha riportato la televisione Al Jazeera citando una fonte della Wagner, è che accanto a uno dei corpi è stato ritrovato il cellulare del fondatore della compagnia. La Wagner e i suoi sostenitori comunque non nutrono più alcun dubbio sulla morte di Prigozhin. Il gruppo militare privato ha lanciato un appello ai suoi miliziani perché non facciano “nulla di stupido” e rimangano in attesa di istruzioni dai comandanti. Mentre gli ammiratori di Prigozhin continuano a portare fiori davanti al quartier generale della compagnia a San Pietroburgo e alle sedi in altre città. Come a Novosibirsk, in Siberia, dove un video mostra un miliziano in tuta mimetica e il volto coperto che si inginocchia piangendo davanti a un altarino improvvisato.
Quanto alla dinamica, i media internazionali riportano opinioni contrastanti anche in senso all’amministrazione americana. Fonti di intelligence citate da New York Times e Wall Street Journal si dichiarano convinte che Putin in persona abbia ordinato di distruggere l’aereo e che il jet sia precipitato per una bomba a bordo o qualche altra forma di sabotaggio. Un’ipotesi avanzata anche dalla testata Telegram russa Shot, secondo la quale gli investigatori ipotizzano che l’ordigno sia stato piazzato nel comparto carrelli. Secondo due dirigenti americani citati dalla Reuters, invece, Washington sarebbe propensa a sposare la tesi di Grey Zone, un canale Telegram vicino alla Wagner, secondo cui l’aereo è stato abbattuto da missili terra-aria provenienti dal territorio russo. In particolare, afferma da parte sua l’ex deputato russo Ilya Ponomaryov, da anni residente in Ucraina e oppositore di Putin, il jet sarebbe stato centrato da due missili del sistema contraereo S-300.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA