Putin non ha confermato la morte di Prigozhin, anche se i dubbi sono pochi. “I dati preliminari suggeriscono che a bordo c’erano uomini della Wagner” ha detto, promettendo un’indagine approfondita sulle cause dello schianto del jet, caduto ieri a nord di Mosca. Missile terra-aria, bomba a bordo o sabotaggio sono le ipotesi al momento più accreditate sui media, si fa strada in queste ore la valutazione preliminare dell’intelligence Usa che esclude l’abbattimento del jet con un missile.
Oppositori e governi esteri, in particolare l’Ucraina, puntano il dito contro Putin. Lo schianto dell’aereo, sostengono, è stata la risposta dello zar a quella sfida lanciata da Prigozhin il 24 giugno. La vendetta, insomma, si è compiuta. Oggi Putin ha riservato a lui e ai suoi miliziani l’onore delle armi per “il contributo significativo alla nostra causa comune della lotta contro il regime neonazista in Ucraina”. Le sue parole sono risuonate mentre a San Pietroburgo i sostenitori di Prigozhin improvvisavano un memoriale davanti alla sede Wagner con altarini, fiori, candele e bandiere.
I corpi degli occupanti dell’aereo – sette passeggeri e tre membri dell’equipaggio – sono carbonizzati e non possono essere riconosciuti visivamente, ha scritto il sito di notizie Fontanka citando uno degli investigatori sul luogo dello schianto, nella regione di Tver. Il cadavere di Prigozhin, dunque, sarebbe stato identificato in base a “prove circostanziali”, in attesa di una conferma dal test del Dna. Tra queste prove, secondo il canale Telegram VChK-OGPU, vi è il fatto che a uno dei corpi manca una falange di un dito della mano. Come a Prigozhin. Un’altra, ha riportato la televisione Al Jazeera citando una fonte della Wagner, è che accanto a uno dei corpi è stato ritrovato il cellulare del fondatore della compagnia.
Sulle cause del disastro aereo alcuni dubbi restano ma sembra prevalere la tesi secondo cui l’aereo sia precipitato dopo un’esplosione prodottasi al suo interno. Secondo Il Wall Street Journal e il New York Times questa è l’ipotesi supportata dall’intelligence americana. Alcuni canali Telegram russi sono arrivati a ipotizzare che la bomba potrebbe essere stata piazzata nel vano del carrello di atterraggio. La sua esplosione avrebbe strappato l’ala del velivolo e causato la depressurizzazione esplosiva, causando la morte immediata dei passeggeri a bordo. Anche il portavoce del Pentagono, Pat Ryder ha tenuto a precisare che nulla indica che sia stato un missile terra-aria ad abbattere l’aereo.
Secondo due dirigenti americani citati dalla Reuters, invece, Washington sarebbe propensa a sposare la tesi di Grey Zone, un canale Telegram vicino alla Wagner, secondo cui l’aereo è stato abbattuto da missili terra-aria provenienti dal territorio russo. In particolare, afferma da parte sua l’ex deputato russo Ilya Ponomaryov, da anni residente in Ucraina e oppositore di Putin, il jet sarebbe stato centrato da due missili del sistema contraereo S-300.
Incertezza poi per quello che sarà il futuro della compagnia Wagner, che per alcuni potrà giocare un ruolo ancora molto preoccupante, anche se per adesso è presto per un analisi comprensiva. Nell’incidente aereo oltre a Prigozhin, è morto anche il suo vice Dmitrij Utkin, e altre figure chiave. Al momento il messaggio diffuso sui social dalla Wagner ai “fratelli” che ne fanno parte è di controllarsi e “non fare stupidaggini”.
Ma i partner del fianco est della Nato non hanno dubbi. “La compagnia d’armi passa sotto la guida di Putin. Che ognuno risponda da solo alla domanda: la minaccia sarà più grande o più piccola? Per me è una domanda retorica”, ha detto ad esempio il premier polacco Mateusz Morawiecki. Da’ccordo il presidente lituano Gitanas Nauseda. “Non dobbiamo pensare che la morte di Prigozhin ci faccia sentire più tranquilli o che migliori in qualche modo la situazione della sicurezza”, ha dichiarato.
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