“Immagino – dice Bruonori – che stasera ci sarà veramente un pubblico incredibile, ci troveremo di fronte ad una marea umana danzante e cantante, il che è sempre ovviamente un momento bellissimo per chi sta sul palco, quasi catartico”. La scaletta delle prove ha saltellato tra passato e presente, partendo dall’omaggio a Gigi Chiriatti, direttore artistico del festival itinerante della Taranta, morto di recente. “Ho avuto la fortuna di incontrare Gigi a casa sua, mi ha aperto un mondo: non dimenticherò mai le sue parole, il suo volto, i suoi insegnamenti”, ha detto Mannoia che con ‘Un giorno di venerdì’ ha stregato il pubblico durante le prove. E se attorno a lei il silenzio attento l’ha abbracciata commosso, dietro di lei e dietro le sue braccia che accarezzavano lo spazio, fasci di luce chiari hanno accompagnato immobili la melodia, dolce e struggente, che ha dipinto la creatività, l’acume e il carattere di Chiriatti. “Alla memoria, al ricordo, alla tradizione. A Gigi Chiriatti”, le poche parole e il lungo applauso di Melpignano al direttore artistico che ha riempito di commozione gli occhi di orchestrali e voci dell’orchestra popolare La Notte della Taranta. Pizziche e stornelli si sono susseguiti in un mix di tradizione e innovazione con gli arrangiamenti curati da Carlo Di Francesco e Clemente Ferrari. L’orchestra popolare nella sua singolarità autentica ha espresso se stessa, la sua storia fatta di sangue, cuore e passione. Dal palco, l’appello alle donne ad “alzare la voce”. Un invito che parte da ‘Fimmine fimmine’ che diventa canto alla libertà femminile, omaggio alle donne sfregiate dalla violenza. Mannoia la canta fiera e convinta, con attorno le ballerine che si muovo usando i tomboli come fossero tamburelli dopo aver dismesso i panni di moderne contadine ancora alle prese con lo sfruttamento nei campi. Le prove sono state il primo contatto col pubblico che ha archiviato l’edizione dello scorso anno fatta di elettronica e sposato la tradizione intrecciata al mediterraneo voluta da Mannoia.
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