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Il ministro e la modella: il diritto alla libertà di movimento in Cisgiordania accende lo scontro

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 28 Agosto, 2023, 00:11:03 di Maurizio Barra

È polemica aperta tra il ministro israeliano per la Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, politico di estrema destra che appoggia il premier Benjamin Netanyahu, e la modella Bella Hadid, “rea” di avere criticato le sue affermazioni, rilasciate in tv, in merito libertà di movimento della popolazione palestinese in Cisgiordania.

In un’intervista a un’emittente israeliana, a seguito di due attacchi mortali palestinesi contro israeliani nei territori occupati, Ben-Gvir ha sostenuto che il proprio diritto alla libertà di movimento come colono ebreo fosse superiore al medesimo diritto dei palestinesi. “Il mio diritto, il diritto di mia moglie e dei miei figli di circolare in Giudea e Samaria, è più importante della libertà di movimento per gli arabi” ha affermato, usando il nome biblico della Cisgiordania, precisando che “il diritto alla vita viene prima della libertà di movimento”. Poi, rivolgendosi a Mohammad Magadli, noto conduttore televisivo arabo-israeliano in studio, ha aggiunto: “Mi dispiace, Mohammad. Ma questa è la realtà”. Le sue affermazioni hanno suscitato critiche e proteste, con manifestanti che si sono accalcati di fronte a casa sua al grido dello slogan “Mi spiace, Mohammad”, che si è poi rapidamente diffuso sui social.

 

La stoccata di Bella Hadid: “In nessun luogo una vita dovrebbe essere più preziosa di un’altra”

Bella Hadid non ha resistito a quanto accaduto e ha deciso di rispondere. La modella di fama mondiale, il cui padre è palestinese, ha condiviso con i suoi 59,5 milioni di follower su Instagram un estratto dell’intervista di Ben-Gvir, scrivendo: “In nessun luogo, in nessun momento, specialmente nel 2023, una vita dovrebbe essere più preziosa di quella di un altro. Soprattutto semplicemente a causa della loro etnia, cultura o puro odio”.

La 26enne ha poi postato un video del principale gruppo israeliano per i diritti B’Tselem, che mostra soldati israeliani nella città di Hebron, nel sud della Cisgiordania, mentre dicono a un residente che ai palestinesi non è permesso camminare in una certa strada perché è riservata agli ebrei. “Questo ricorda qualcosa a qualcuno?”, ha rimarcato.

La modella americana di padre palestinese, Bella Hadid AP

La modella americana di padre palestinese, Bella Hadid

Il ministro conferma la sua tesi: “Il mio diritto supera quello dei terroristi”

Ben-Gvir è passato al contrattacco. “Vi invito a Kiryat Arba, per vedere come viviamo qui, come ogni giorno vengono assassinati ebrei che non hanno fatto nulla di male a nessuno nella loro vita” ha scritto su X Ben-Gvir, che vive nell’insediamento di Kiryat Arba vicino a Hebron, la più grande città palestinese. “Quindi sì, il diritto mio e dei miei compagni ebrei di viaggiare e tornare a casa sani e salvi sulle strade della Giudea e della Samaria supera il diritto dei terroristi che ci lanciano pietre e ci uccidono” ha tuonato. Ben-Gvir è stato condannato in passato per incitamento al razzismo e sostegno a un’organizzazione terroristica.

A difesa delle dichiarazioni del ministro, si è schierato il premier Netanyahu, affermando che Israele “consente la massima libertà di movimento” in Cisgiordania. I militanti palestinesi, ha detto Netanyahu, “approfittano di questa libertà di movimento per uccidere donne, bambini e famiglie israeliane, tendendo loro imboscate in determinati punti su diverse rotte. Questo è ciò che intendeva il ministro Ben-Gvir quando ha detto che ‘il diritto alla vita precede la libertà di movimento’”, ha precisato infine.

Il ministro della Sicurezza nazionale israeliana, Itamar Ben-Gvir Ansa

Il ministro della Sicurezza nazionale israeliana, Itamar Ben-Gvir

Attacchi e morti continue, oltre 600 barriere fisiche contro i palestinesi in Cisgiordania

All’inizio di questa settimana, uomini armati palestinesi hanno aperto il fuoco su un’auto israeliana vicino a Hebron, uccidendo una donna israeliana e ferendo gravemente l’autista. L’attacco è avvenuto pochi giorni dopo che un attacco palestinese aveva ucciso un padre e un figlio israeliani nella città palestinese settentrionale di Hawara.

Secondo gli osservatori delle Nazioni Unite, ci sono almeno 645 barriere fisiche che limitano il movimento dei palestinesi in Cisgiordania. Oltre la metà delle barriere, afferma l’agenzia, hanno un “grave impatto sui palestinesi”, impedendo l’accesso ai centri urbani, alle strade principali, ai terreni agricoli e ad altri servizi. Secondo un conteggio dell’Associated Press, dall’inizio di quest’anno, circa 30 persone sono state uccise dagli attacchi palestinesi contro gli israeliani. Quasi 180 palestinesi sono stati uccisi dal fuoco israeliano in Cisgiordania nello stesso periodo, la maggior parte dei quali, secondo Israele, erano militanti.

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