I GOL
Al 30′ Cagliari-Inter 0-1 – Lautaro Martínez raddoppia per i nerazzurri su assist di Dimarco
Al 21′ Cagliari-Inter 0-1 – Dumfries porta in vantaggio l’Inter su assist di Marcus Thuram
Il gol, però, arriva da destra. È una ripartenza nemmeno tanto veloce ma Thuram sulla destra ha il tempo di pensare e realizzare l’assist per Dumfries che si sovrappone. Il tiro dell’olandese passa sotto le gambe di Obert e finisce nell’angolo più lontano da Radunovic. È il 21′. Il raddoppio arriva nove minuti più tardi e questa volta il pericolo giunge da sinistra. Di Marco scende sulla fascia e attira su di sé Zappa, Obert e Dossena. Con i due centrali che, però, scoprono la retroguardia e lasciano solo Lautaro Martinez. Questa volta per l’attaccante nerazzurro è fin troppo facile: supera in dribbling Dossena che cerca disperatamente di recuperare la posizione e piazza la palla senza problemi in rete. Tra un gol e l’altro il Cagliari impensierisce i tre dietro solo con Nandez, uomo ovunque, in contropiede. Il tiro, però, è disturbato da Calhanoglou. Nella ripresa l’Inter controlla e lascia fare. Un Inter che domina anche con un centrocampo che dosa le forze e quasi gioca al risparmio.
Non è stratosferica la partita di Calha, Barella e Mkhitaryan. Ma è quella che serve per portare a casa il risultato senza rischiare praticamente nulla. La voglia del Cagliari di provare l’impossibile è soprattutto nel dinamismo di Nandez e nella ricerca del dribbling e del tiro di uno scatenato Luvumbo, entrato nel primo tempo al posto del l’infortunato Pavoletti. Qualche brivido l’angolano lo provoca: finte e scatti, un contatto sospetto in area e una bella messa in mezzo dopo la solita corsa verso la linea di fondo. Ma c’è poco da fare. Anzi è sempre l’Inter che si avvicina pericolosamente al terzo gol con il secondo palo della giornata all’86, questa volta con Calhanoglou. Nel finale Sommer risparmia all’Inter un finale thrilling intervenendo su una botta in teoria a colpo sicuro di Azzi. Finisce due a zero per i nerazzurri. Con un Cagliari che, però, esce a testa alta perché non si può dire che non ce l’abbia messa tutta.
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