In molti si sono mobilitati perché questa abitazione, ancora perfettamente arredata come quando Joyce vi viveva, diventi una casa museo aperta a tutti: da qui l’appello al Ministero della Cultura, alle istituzioni regionali e locali perché la casa sia tutelata. Un coro di voci guidato dal nipote Tommaso Lussu e dalla scrittrice Silvia Ballestra che di Joyce Lussu ha scritto la biografia, a cui si unisce oggi l’Associazione Nazionale della Memoria, il cui scopo è mettere in rete e valorizzare le case museo italiane (97 in 14 regioni italiane), legate a personaggi che vanno da Giotto a Toti Scialoja, da Machiavelli e Boccaccio a Giuseppe Verdi, Goffredo Parise, Vittorio D’Annunzio (il Vittoriale).
“La casa di Joyce Lussu è il chiaro esempio di un luogo della Memoria che è necessario tutelare e valorizzare – commenta il presidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria, Adriano Rigoli -. È impensabile renderla un luogo privato: ci appelliamo alle istituzioni, a partire dal Ministero della Cultura, perché la villa diventi un luogo fruibile dai cittadini; uno spazio che renda onore a chi l’ha abitata e la cui storia merita di essere mantenuta e tramandata, perché non sia mai dimenticata”.
“La casa di Joyce Lussu è il simbolo di un tassello fondamentale della Storia del nostro Paese quale la lotta per la Liberazione dal nazifascismo – aggiunge il vicepresidente Marco Capaccioli -. Un’occasione importante da cogliere per le istituzioni: trasformare questa abitazione, rimasta com’era quando Joyce la abitava e che conserva quindi una grande atmosfera, in una casa museo, offrirebbe la possibilità di creare un luogo di Memoria senza pari, dedicato in particolare alle nuove generazioni”.
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