All’ospedale di Asti, dove è presente
una eccellenza internazionale per l’Elettrofisiologia
interventistica, è stato eseguito per la prima volta in Italia
un raro intervento legato a una cardiopatia congenita. La
paziente era priva della vena cava inferiore a livello
addominale, usuale via d’accesso per arrivare al cuore partendo
dalle gambe: l’intervento è avvenuto così attraverso la vena
giugulare del collo. A livello internazionale esistono solo tre
precedenti simili, registrati tutti al Royal Brompton Hospital
di Londra.
L’intervento è stato eseguito dal cardiologo Marco Scaglione
nella sala di Elettrofisiologia. La paziente, una quarantenne di
Alessandria che aveva subito la prima operazione al cuore a soli
due mesi di vita, era in vacanza ad Aosta quando è stata
costretta a rivolgersi al pronto soccorso per l’ennesimo attacco
di aritmia legato a un grave difetto congenito. Da Aosta si era
poi rivolta al Gaslini di Genova, dove è da tempo in cura, e
questo ospedale si è coordinato con quello di Asti per
sottoporre la donna all’intervento.
L’operazione è durata 6 ore e mezza durante le quali la
paziente è rimasta sul lettino operatorio sotto ipnosi, tecnica
proposta dal reparto astigiano dal 2018 e già usata su oltre
2.000 persone. L’intervento è andato bene e la malata sarà
dimessa dopo qualche giorno di sorveglianza nel reparto di
Cardiologia.
In agosto l’equipe guidata da Marco Scaglione ha pubblicato
sulla Rivista internazionale della Società Americana di
Aritmologia un altro caso clinico di particolare interesse
riguardante il meccanismo che origina una particolare aritmia
che colpisce soggetti giovani e sani.
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