Un nonno che potrebbe aver
fondato, stando ai suoi racconti, la prima agenzia di viaggio in
Italia; l’infanzia e l’adolescenza negli Scout poi gli studi di
antropologia e da ventenne l’inizio di un percorso di viaggio,
rinnovato negli anni, alla ricerca del sacro. Un tragitto per il
mondo dalla Sindone a Torino ai Caodaisti in Vietnam fino a San
Juan Chamula in Messico dove in una chiesa (nella quale è
assolutamente vietato riprendere, la regista ha risolto con uno
dei passaggi in animazione, ndr), la religione cattolica si
intreccia ai riti Maya e all’uso della Coca Cola, trattata, in
varie località del Chiapas, come bevanda sacra. Sono fra le
linee che segue Across, il documentario di Irene Dorigotti che
debutta alle Giornate degli Autori (Notti veneziane), alla
Mostra Internazionale del cinema di Venezia
“Molti dei viaggi sono nati nell’ambito degli studi di
antropologia – spiega all’ANSA Irene Dorigotti -. Alcuni luoghi,
come il Vietnam, mi sono arrivati.Ad esempio, ero ad Hanoi come
docente e ho deciso di esplorare Vietnam e Cambogia; mi sembrava
interessare vedere cosa fosse sacro in un posto dove in passato
i culti erano stati proibiti, come si potessero trasfigurare”.
L’idea di cercare il sacro “è nata anche come una reazione di
protesta. Dal nucleo della Sindone, dove c’era tutto un sacro
‘brandizzato’, ho iniziato a interessarmi a chiedere alle
persone cosa fosse per loro il sacro. Ho capito, soffermandomi
nei luoghi, quanto possa essere vasta questa ricerca. Il lavoro
sul film (prodotto da Start in collaborazione con Rai Cinema, in
coproduzione con Noha Film e Rsi Radiotelevisione svizzera)
sarebbe potuto durare 18 anni, invece è durato solo otto”. Le
ultime riprese “le abbiamo fatte a maggio”.
Il senso “che penso sia contenuto nel documentario “è cercare
il sacro nella vita di tutti i giorni”. Oggi “si parla
dell”experience’ ma non si parla mai dell’esperienza, di come
uno torni da un posto, da un luogo, dagli incontri fatti nella
realtà. Questo è anche un invito a viaggiare, a stare in
relazione con le persone”, come suggerisce il titolo ‘Across,’
“a passare attraverso. Iniziare a vedere com’è il mondo un po’
più lontano”.
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