Greta Thunberg “è stata magnifica
e la sua operazione, che ha creato un movimento in tutto il
mondo contro il cambiamento climatico, è stata eccezionale, però
non deve essere responsabilità dei giovani la diffusione di
questa consapevolezza del problema. È una responsabilità che
deve ricadere sui politici e sul potere”. Lo dice lo scrittore e
giornalista svedese Patrik Svensson, l’autore del bestseller
internazionale Nel segno dell’anguilla (Guanda) , per la prima
volta al Festivaletteratura di Mantova con il suo secondo libro
L’uomo con lo scandaglio pubblicato da Iperborea.
“Greta e il suo movimento devono servire – sottolinea lo
scrittore – per ricordare ai politici e al potere che devono
affrontare il problema”. Cosa pensa degli attivisti che
imbrattano le opere d’arte per sensibilizzare sul clima? “È una
tattica non molto efficace, che non ottiene grandi risultati, è
un fallimento” spiega Svensson, instancabile indagatore del
mondo naturale che in questo libro racconta storie di mare
attraverso personaggi celebri e sconosciuti, che da voce al suo
mistero, agli abissi inesplorati e alle sue meraviglie. “Il
grosso problema è che abbiamo perso il contatto con la natura.
Un modo per recuperarlo è fare ricorso allo stupore. Dobbiamo
andare incontro alla natura con lo sguardo dei bambini e non
dobbiamo perderlo” racconta Svensson che per il mare ha una
fascinazione da quando era bambino e andava a pescare con suo
padre. “Da allora oltre il 95 per cento della popolazione delle
anguille è scomparsa. È solo un esempio di quello che sta
succedendo nel mare, della feroce rivoluzione a cui stiamo
assistendo” afferma l’autore che vive a Malmo con la famiglia.
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