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Un anno senza Elisabetta II, un anno di regno per il suo primogenito Carlo III.

La Gran Bretagna torna a guardarsi indietro e traccia un primo bilancio in chiaroscuro della nuova era affidata alle redini di un re 74enne inevitabilmente “di transizione”, il più anziano mai incoronato nella storia dell’isola. Mentre si prepara a ricordare l’indimenticata Queen Elizabeth – scomparsa l’8 settembre 2022 – senza manifestazioni pubbliche particolari: in omaggio a quella sobrietà e intimità da lei stessa praticata in occasione di tutte le commemorazioni familiari.

 

L’anniversario non può d’altronde passare certo sotto silenzio. Troppo fresca la memoria di quell’annuncio solenne con cui la Bbc, seguita a ruota dagli altri media, fu autorizzata da Buckingham Palace in un pomeriggio di fine estate a comunicare ai sudditi britannici, al Commonwealth dei Paesi dell’ex impero e al mondo la notizia della morte di “Sua Maestà”, spentasi nell’amata residenza scozzese di Balmoral a 96 anni e dopo 70 di regno da record; e quella parallela della successione ipso facto dell’eterno erede. Un evento atteso nella logica delle cose e dell’anagrafe. Ma da cui la psicologia collettiva rifuggiva.

Un evento che tutti – inevitabilmente quanto fatalmente – hanno finito per accettare e digerire. Spostando in fretta l’attenzione del dibattito pubblico alimentato da chi s’interessa di faccende reali su Carlo, sul nuovo nuovo erede al trono William, principe di Galles, e sul resto di chi oggi rappresenta casa Windsor. Ecco quindi che la data dell’8 settembre diventa un’occasione a doppia chiave: per rievocare la figura della monarca scomparsa, ma anche e soprattutto per far il punto sull’anno 1 della nuova era. Un momento di riflessione che re Carlo trascorre con l’inseparabile regina Camilla sua consorte proprio a Balmoral, nel rispetto dell’immutabile rito estivo delle vacanze scozzesi legato al nome della madre. Nonché della tradizione di una ricorrenza da osservare in forma strettamente privata – senza neppure radunare i vertici della Royal Family al gran completo – come lei era solita fare gli anniversari della morte di suo padre, re Giorgio VI.

Mentre a giornali, commentatori e sondaggisti non resta che esercitarsi sui pro e i contro, sulle luci e le ombre del primo anno di King Charles: sulle sfondo degli affanni economici e politici generali del Paese del post Brexit, come pure dei contrasti interni al casato, delle code di scandali vecchi e meno vecchi, degli interrogativi sui costi della monarchia, degli impegni su uno snellimento della sua struttura messi in parte in soffitta o lasciati a ipotetiche riforme più incisive da rinviare – secondo le ultime indicazioni aggiornate dei megafoni di corte – alla responsabilità del più giovane William, quando verrà il suo turno. Un anno d’intensa attività istituzionale interna e internazionale, comunque, come sottolinea fra gli altri il filo-conservatore Daily Telegraph, evocando un attivismo oltre le attese da parte di un sovrano cui nessuno può negare maturità o esperienza. Sovrano in buona forma, malgrado l’età non più verde, e capace se non altro di battere in questo arco di tempo il primato d’impegni ufficiali svolti nei 12 mesi d’esordio, nel lontano 1952-53, dall’allora 26enne Elisabetta II.

Carlo si vede riconoscere intanto stabilmente come “un buon” re da circa il 50% dei britannici, secondo le rilevazioni periodiche di Ipsos, mentre solo un 10-12% gli imputa di fare “un cattivo lavoro”. Tendenza che contribuisce al consenso complessivo verso l’istituzione monarchica: consolidata a dispetto di molte previsioni nel dopo-Elisabetta a quota 62%, stando alla più fresca indagine demoscopica nazionale firmata YouGov. Numeri non in grado allontanare peraltro tutte le grane che continuano a incombere sia sul Regno sia sulla dinastia “in transizione”. Come conferma – più delle contestazioni delle nicchie repubblicane o di qualche episodico lancio di uova – il forte sbilanciamento sia generazionale sia fra bianchi e minoranze (allarmante in prospettiva demografica) della suddivisione di questi consensi: solidissimi fra gli over 65 sino a toccare un plebiscitario 77%, assai meno nella fascia dei più giovani (18-24 anni), che solo al 30% guarda alla corona come qualcosa di “utile” per l’avvenire. Fascia d’età molto più fredda del resto verso lo stesso Carlo come persona, ma anche verso il suo più popolare delfino 41enne William o la consorte Kate. E parallelamente meno ostile rispetto a una larga maggioranza complessiva del Paese alle recriminazioni interne alla Firm alimentate nell’autoesilio americano dal principe cadetto ribelle Harry e da sua moglie Meghan.

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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