Ancora Messi, sempre e solo Leo
Messi. Il Mondiale 2022 si era chiuso con il 10 dell’Argentina
incoronato campione del mondo in Qatar, quello 20026 si riapre
con le qualificazioni e protagonista è ancora lui, la ‘Pulce’.
Nella prima giornata del girone sudamericano verso la nuova
edizione della Coppa del mondo, l’Argentina parte col piede
giusto e batte 1-0 l’Ecuador al Monumental di Buenos Aires. Una
partita scorbutica per la Seleccion di Scaloni, risolta al
minuto 78 grazie a una punizione gioiello di Messi: il suo
sinistro a giro che si insacca dolcemente a mezza altezza lascia
impietrito il portiere ecuadoriano Galindez e fa esplodere di
gioia i tifosi argentini, accorsi in massa per sostenere la
squadra campione del mondo in carica. Grazie a questa prodezza,
inoltre, Messi centra un altro primato della sua incredibile
carriera: raggiunge infatti a quota 29 gol Luis Suarez al
comando della classifica cannonieri di tutti i tempi nelle
qualificazioni Mondiali della Conmebol. Quando Lautaro Martínez
ha subito fallo vicino all’area e Messi ha afferrato la palla
con entrambe le mani come se stesse già assaporando qualcosa,
tutti i cellulari sono stati messi in modalità video per
immortalare il momento. E Messi non ha deluso. Il 36enne
fuoriclasse di Rosario, favoritissimo per il prossimo Pallone
d’Oro dopo la vittoria del Mondiale in Qatar con l’Albiceleste,
sta vivendo un periodo di forma strepitoso. Col suo nuovo club
di MLS è a quota 11 gol e 5 assist in 11 partite giocate (con
tanto di primo trofeo vinto nella storia di Miami, la Leagues
Cup) e con l’Argentina ha ripreso da dove aveva finito. Messi è
stat poi sostituito al 44′ della ripresa, una cosa che, in
partite ufficiali,non accadeva dai mondiali 2014. “Ero un po’
stanco. Probabilmente non sarà l’ultima volta che verrò
sostituito – le parole di Messi a fine partita -, ma mi sentivo
molto bene. È stata una partita difficile da giocare, molto
fisica e molto dura”. La rete che è valsa la vittoria
all’Argentina, Messi l’ha segnata all’amico d’infanzia Galindez.
Negli anni novanta, i due abitavano a pochi metri di distanza
l’uno dall’altro a Rosario. Il portiere alla fine ha deciso di
difendere i colori dell’Ecuador, l’argentino è diventato il
simbolo di un’intera nazione. Tante finali contro da piccoli, e
un DVD, per stessa ammissione di Galìndez in una intervista, che
dimostra come il portiere si sia tolto anche lo sfizio di
battere il più forte al mondo. Bambini contro in un torneo di
quartiere: Galìndez batte Messi e il trofeo è una bicicletta.
Nelle altre partite, la Colombia ha battuto il Venezuela 1-0,
Paraguay e Perù hanno pareggiato 0-0.
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