Come hanno fatto sapere i ragazzi del movimento ‘Tende in piazza’, “la decisione di sgomberarci con queste modalità ci appare surreale: non è stato mostrato alcun interesse da parte del Governo ad aprire un canale di comunicazione che potesse venire incontro alle nostre richieste e necessità, e appena è stato possibile, senza alcun tipo di preavviso, siamo stati oggetto di un dispiegamento di forze e di un’aggressività evidentemente ingiustificati”. I ragazzi, tornati in piazza dopo la pausa estiva, avevano occupato l’edificio abbandonato sabato scorso in occasione dell’assemblea nazionale alla quale hanno preso parte diversi collettivi e reti dell’abitare provenienti da tutta Italia. L’obiettivo era quello di “restituire un luogo di socialità, aggregazione e auto-organizzazione all’intero quartiere e a tutta la città”. A segnalare l’occupazione alle autorità, i proprietari dell’immobile. La Cgil di Milano e della Lombardia hanno espresso “solidarietà ai ragazzi che lottano”, chiedendo “quanto prima che i tavoli istituzionali con Comune e Regione siano convocati con cadenza costante e producano soluzioni concrete”. L’ex cinema Splendor “è uno dei tanti simboli della città di Milano e di tutte le città universitarie – ha sottolineato il sindacato -, dove i luoghi e gli spazi ci sono ma non vengono destinati all’uso sociale necessario, che sia per gli studenti, le famiglie o i lavoratori”.
Intanto Milano insieme ad altre 33 città italiane ed europee chiedono all’Ue di rendere prioritarie le politiche di accesso alla casa. Proprio oggi è stato presentato a Bruxelles al Parlamento Europeo il documento “Housing for all: a call for a renewed European ambition”, promosso dalla Città metropolitana di Lione e sostenuto da 34 città europee tra cui Parigi, Dublino, Barcellona, Milano, Torino, Bologna. La dichiarazione ha l’obiettivo, come spiega il Comune di Milano in una nota, di richiamare l’attenzione delle istituzioni europee sulla necessità di fare delle politiche abitative una delle priorità del prossimo mandato del Parlamento e della Commissione Europea.
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