La banca centrale parla di una crescita degli Stati Uniti “solida” e raddoppia le sue stime per il pil 2023 al 2,1% dall’1% previsto in giugno. “Il mercato del lavoro ha rallentato negli ultimi mesi ma resta solido e il tasso di disoccupazione basso. L’inflazione resta elevata”, ha aggiunto la banca centrale osservando come il “sistema bancario è solido e resiliente. Le condizioni di credito più restrittive per le famiglie e le imprese peseranno probabilmente sull’attività economica, le assunzioni e l’inflazione. Quanto estesi saranno questi effetti resta incerto. Restiamo molto attenti ai rischi di inflazione”. La Fed “è impegnata a far scendere l’inflazione al 2%. Senza la stabilità dei prezzi l’economia non funziona per nessuno e non avremo un mercato del lavoro forte”, ha detto il presidente della Fed, ribadendo che ogni decisione è assunta sulla base dei dati economici. Una delle preoccupazioni della Fed è la volata dei prezzi del petrolio, che viaggiano verso i 100 dollari al barile. Anche se l’energia non è inclusa nelle previsioni della banca centrale perché è una voce volatile, la galoppata delle quotazione fa temere per i suoi effetti indiretti sui beni e sui servizi e, di conseguenza, su un’inflazione già ostinata che, dopo una battaglia di oltre un anno a suon di rialzi, è ancora ben al di sopra del target del 2%.
Pur parlando di politica monetaria restrittiva, Powell ha precisato che la strada per far tornare l’inflazione potrebbe essere ancora lunga, lasciando di fatto intravedere al possibilità di tassi alti a lungo. La pausa della Fed precede l’attesa riunione della Bank of England che, in seguito all’inatteso rallentamento dell’inflazione ai minimi da 18 mesi, potrebbe decidere di sospendere la sua campagna di rialzi dei tassi di interesse. I prezzi al consumo in Gran Bretagna in agosto sono saliti del 6,7%, meno del 6,8% del mese precedente e meno del 7% su cui scommettevano gli analisti. Il mercato scommette che ci sono il 50% di chance di una pausa alla riunione di giovedì e, anche se alla fine la Bank of England dovesse procedere con un rialzo sarà l’ultimo. Il rallenatmento dell’inflaizone è una boccata di ossigeno per la Gran Bretagna che, per mesi, ha avuto i rialzi dei prezzi più alti fra i paesi del G7.
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