Ma la realtà è più complessa: Mattarella di fatto ha spiegato a Steinmeier quanto in questa fase il rigorismo tedesco e di alcuni Paesi dell’area nord d’Europa possa essere pericoloso. Troppe cose sono successe per tornare al passato: dalla pandemia alla guerra in Ucraina, senza dimenticare il rallentamento dell’economia cinese ed il ritorno dell’inflazione. Ecco perchè il monito di Mattarella deve essere letto con attenzione: si tratta di un invito a tornare alla politica e come tale deve essere letto anche dal governo. Il rischio di arroccamenti o conflittualità in ambito europeo deve essere superato con una politica propositiva. Questi ultimi tre mesi del 2023 saranno determinanti e posizioni isolazioniste come quella dell’Italia sull’approvazione del Mes riducono solo i margini di manovra nel negoziato – ben più importante – sul Patto di stabilità. Per questo Mattarella e Steinmeier stanno lavorando insieme per trovare una posizione comune di Italia e Germania sul Bilancio europeo. Realismo e trattativa per spiegare ai rigoristi le ragioni dell’Italia che certamente Mattarella ritiene valide. Il presidente tedesco si mostra d’accordo e aggiunge come l’amicizia tra Roma e Berlino sia “un’assicurazione contro i nazionalismi e contro i separatismi, contro tutto ciò che crea divisioni ed incertezza”. Affrontato infine anche il dossier migranti che domani si espliciterà con una visita congiunta in un centro di accoglienza. Il governo tedesco anche oggi ha fatto sapere che la Germania si sente “oberato” dall’altissima presenza dei migranti, facendo ben capire quali siano gli orientamenti tedeschi. Mattarella, instancabile nella ricerca del dialogo politico, ha ripetuto più volte come solo insieme Germania ed Italia “potranno contribuire a rafforzare gli intenti utili a raggiungere le soluzioni migliori per superare gli ostacoli che abbiamo davanti”. Serve dialogo europeo e serve al governo un’accelerazione di negoziato europeo.
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