Aperture straordinarie con visite
guidate, ma anche spettacoli teatrali. Da venerdì 29 settembre a
domenica 1 ottobre cinque fortezze del Piemonte si uniranno per
un weekend in un unico circuito museale e culturale diffuso.
Protagonisti di ‘Forti fortissimi!’ saranno Exilles (Torino),
Fenestrelle (Torino), Gavi (Alessandria), Vinadio (Cuneo) e la
Cittadella di Alessandria. Un ricco programma per un’iniziativa
al suo esordio, presentata oggi al Grattacielo Piemonte dalla
Regione e dalla Fondazione Compagnia di San Paolo. A coordinare
la manifestazione la Fondazione Artea.
“Le fortificazioni rappresentano la nostra identità – ha
spiegato l’assessore regionale alla cultura, turismo e commercio
Vittoria Poggio -. Sono capsule del tempo, luoghi pedagogici che
attraggono migliaia di turisti e studiosi ogni anno. Il
programma unisce momenti di formazione e svago per un pubblico
ampio”.
“Tutti hanno il diritto di usufruire dei nostri patrimoni che
sono la nostra ricchezza ricevuta in eredità e che oggi abbiamo
il dovere di conservare ma soprattutto valorizzare con nuove
idee come questa”, aggiunge Poggio.
‘Forti fortissimi!’ è il primo passo, hanno evidenziato gli
organizzatori, per un più ambio piano di valorizzazione
culturale e di promozione turistica. “Siamo convinti che lo
sviluppo generato dalla cultura sia sostenibile perché orientato
al lungo periodo, al patto fra generazioni, alla conservazione e
alla valorizzazione delle risorse disponibili – commenta Alberto
Anfossi, segretario generale della Compagnia di San Paolo – .Il
piano di valorizzazione culturale e di promozione turistica del
sistema delle fortificazioni piemontesi prende in considerazione
proprio questi elementi e dunque ha tutto il potenziale per
rivitalizzare questo nostro straordinario patrimonio”.
Per Davide De Luca, direttore della Fondazione Artea, “i beni
e i siti storici fortificati, che nascono come dispositivi di
guardia, sentinelle dei confini, possono oggi rideterminarsi,
valorizzando la dimensione di cerniera con il passato e al
contempo trasformarsi in veri e propri presidi culturali
orientati allo sviluppo turistico e sociale”.
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