Napolitano l'inglese, elegante e inflessibile

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Un presidente mai sopra le righe, scrupoloso nel lavoro e garbato nei modi, ma inflessibile nelle sue decisioni; un uomo tutto d’un pezzo del novecento, merce rara per questo sgangherato nuovo millennio. Forse condannato a restare al Colle proprio per questa ragione. Giorgio ‘l’inglese’ – un comunista d’esportazione, volto ideale per sdoganare all’estero il vecchio Pci – ha lasciato una vita piena di battaglie, tra il plauso ovvio degli amici e la stima costruita nel tempo degli avversari.

Ha accompagnato nove anni di storia repubblicana dal Quirinale con l’eleganza che ha caratterizzato una vita intera dedicata alla politica. Primo dirigente comunista ad ottenere il visto per gli Stati Uniti, ammiratore della cultura anglosassone, ottima padronanza dell’inglese, Napolitano ha regnato su un Quirinale che dominava tormenti e macerie della politica, forte e rispettato come mai nel passato, autorevole nella sua proiezione internazionale.

Un presidente giunto in età matura al Colle ma aperto al nuovo, ai diritti civili, progressista e convinto dell’universalità dell’etica e della morale. Un laico, seppure interessato ai problemi dell’anima come spiegò cercando di definire il profondo rapporto che costruì con papa Ratzinger. Apprezzato e stimato Oltretevere, si è battuto per la dignità dei detenuti nelle carceri e si è speso per valorizzare il ruolo delle donne. Ha rischiato personalmente nel delicatissimo caso di Eluana Englaro, resistendo alle spallate del centrodestra e agli anatemi degli ambienti cattolici più conservatori.

Pragmatico, lodò il “coraggio” di Berlinguer nell’aprirsi al compromesso storico del 1976, proponendolo come modello di larga intesa al Pd di oggi. E su questo, non c’è dubbio, non cambiò mai idea. A volergli trovare un difetto bisogna riconoscere che dall’alto del Colle non seppe vedere quanto forte fosse il disgusto degli italiani per l’immobilismo dei partiti: il ciclone Grillo lo ha colto di sorpresa e fece l’errore di archiviare l’onda di protesta con una certa altezzosità.

‘Re Giorgio’, come lo definì il New York Times accostandolo a Giorgio VI, il sovrano divenuto simbolo della resistenza britannica ai nazisti. Il presidente di Napoli che ama Roma, sempre in compagnia della moglie Clio. Lui così poco ‘napoletano’ nel senso popolare del termine: un presidente riservato che al Colle – al di là del suo stretto entourage – quasi non conoscevano. Né ciarliero né estroverso, ‘Giorgio il migliorista’ quasi volava nei corridoi del Quirinale dove – in verità – di rado appariva. E quando appariva molti lo temevano, per la sua scrupolosità che a tratti sconfinava in una pignoleria incapace di delegare.

Primo presidente comunista, ha iniziato il settennato grazie all’astensione del Pdl tra le perplessità dei suoi ‘compagni’. Una partenza difficile. Ma Napolitano ha impresso un ritmo bipartisan da fondista. Ha saputo, lentamente, conquistare anche i cittadini interpretandone i sentimenti più genuini, come quando lo si vide a Berlino gioire – sempre con quel suo understatement tutto british – per la vittoria degli azzurri. Certo, re Giorgio non è stato quella forza della natura che fu Sandro Pertini. Il presidente che fece impazzire il Paese con uno scopone giocato con Bearzot, Causio e Zoff sull’aereo che riportava a casa gli indimenticabili campioni del mondo del 1982. Il suo carattere riservato non gli ha impedito però di ingaggiare durissime battaglie, come nel 2011 con Berlusconi messo alle corde dalla speculazione e gli scandali sessuali. Un braccio di ferro che costrinse il cavaliere a fare un passo indietro lasciando palazzo Chigi a Mario Monti.

I critici parleranno di Repubblica presidenziale e di interpretazione estensiva delle sue prerogative. I sostenitori la giudicheranno una mossa determinante per evitare il collasso del Paese. Nonostante questo, è stato spesso criticato proprio a sinistra, dove in tanti non hanno gradito il suo ‘via libera’ a provvedimenti del Pdl quali, ad esempio, il lodo Alfano. Filo conduttore della sua azione è stato il dialogo fra le forze politiche. I primi due anni li ha passati curando il traballante governo Prodi. Fino alla sua caduta e al ritorno del Cavaliere a palazzo Chigi. I successivi tre anni si consumano nel tentativo di arginare l’attivismo di Berlusconi.

Paradossalmente è proprio con la nascita del governo tecnico (considerato il suo capolavoro politico) che si apre la fase più difficile: evitato il burrone della crisi, l’Italia non riesce a schivare quello della recessione. L’immagine del governo ‘tecnico’ a poco a poco si sbriciola. Il Pdl lo molla e Monti si dimette, contro il parere del presidente. Non solo, decide di ‘salire in politica’. Napolitano, inutilmente, lo sconsiglia. I loro rapporti personali escono incrinati. Poi, i risultati elettorali, lo stallo politico e le critiche per l’iniziative dei saggi, hanno regalato a Napolitano una conclusione “amara” del suo primo settennato.

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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