‘Bravo, grazie, bentornato presidente’, l’accoglienza della gente del rione di via dei Serpenti. ‘Abbiamo chiuso e riaperto gli scatoloni due volte e questa è quella che vale, perchè indietro non si torna davvero’, diceva Clio Napolitano, al Corriere della Sera. Forse anche perché insofferente a scorte, auto blu e limitazioni (una volta si mise in fila davanti alle scuderie del Quirinale come una privata cittadina per visitare una mostra di pittura) da moglie del presidente della Repubblica, nel 2007 fu vittima di un incidente quando fu investita da un auto mentre da sola traversava la strada sulle strisce pedonali di fronte al Quirinale, fratturandosi una gamba e un braccio.
La signora Napolitano, ora 88 anni, è stata avvocato della Lega delle Cooperative fino al 1992 (anno in cui il marito fu eletto alla presidenza della Camera). Si conobbero nel 1959 a Roma, dove lei si era trasferita dalla provincia di Ancona per fare pratica in uno studio legale e Napolitano era un promettente giovane dirigente del Pci. Si sposarono con rito civile a Roma dopo pochi mesi di fidanzamento e andarono a vivere a Napoli. Lei, figlia di due comunisti arrestati dal fascismo che la concepirono durante il confino politico a Ponza, difendeva i braccianti agricoli nelle cause contro i loro datori di lavoro. Gli stessi braccianti, quando vedevano Napolitano in qualche comizio, si davano di gomito e commentavano: ‘Quello è il marito dell’avvocato nostro’.
La coppia Giorgio-Clio (il nome le fu dato perchè sull’isola dei confinati c’era un comunista greco che aveva una figlia che si chiamava così) si trasferì a Roma nel 1966, quando Napolitano, che era già deputato dal 1953, fu chiamato alla direzione nazionale del partito alle Botteghe Oscure. Andarono a vivere nell’appartamento a Monti, lo stesso dove torneranno dopo aver lasciato il Quirinale. Hanno avuto due figli, Giovanni e Giulio. Coppia inossidabile, hanno condiviso sempre le vacanze in val Pusteria e soprattutto a Stromboli.
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