Questa mattina gli studenti sono tornati nelle tende davanti all’università Statale di Milano. Con l’inizio del nuovo anno accademico – spiegano -, nonostante le “intense” mobilitazioni della primavera scorsa contro il caroaffitti, “nulla è cambiato: dalle istituzioni, dal Governo alle amministrazioni comunali sono arrivate soltanto finte promesse o insufficienti contentini, che non mettono in discussione i paradigmi che hanno prodotto e che continuano ad alimentare questa crisi”. Gli studenti universitari di tutta Italia, aggiungono, si stanno organizzando per ottenere “risposte vere” contro il carovita, per il diritto allo studio e alla casa: servono l’abolizione della legge 431/98, la reintroduzione dell’equo canone, il divieto di accesso ai privati ai bandi della legge 338/2000, studentati pubblici e accessibili e un reddito studentesco. Gli studenti di Cambiare Rotta rilanciano infine l’assemblea pubblica “Dalle tende alle aule: inizia un nuovo anno di lotta” in programma il 28 settembre al Controchiostro occupato in Statale, e la mobilitazione nazionale del 19 ottobre con Asia Usb e il Movimento per il diritto all’abitare.
Lo slogan scelto è “Vorrei un futuro qui” e serve per chiedere misure urgenti per poter studiare e lavorare in Italia, senza dover emigrare all’estero. Il lancio ufficiale è oggi, davanti alla Sapienza, dove si terrà un presidio alle ore 10.30. Ma gli universitari non saranno da soli: sarà presente anche una delegazione parlamentare dei partiti di opposizione, oltre a esponenti della Cgil e delle associazioni che hanno deciso di incontrare gli studenti e sostenere la mobilitazione dell’Udu.
Le prime iniziative dell’Unione degli Universitari si terranno a Milano, Lecce, Palermo, Torino, Bologna e Perugia, oltre che Roma. Nei giorni successivi si aggiungeranno le altre venti città.
“Il Consiglio dei ministri – conclude Camilla Piredda dell’Udu – interverrà sugli idonei non beneficiari del precedente anno accademico che non avevano ancora ricevuto la borsa di studio, stanziando 17 milioni di euro. È un piccolo passo avanti, ma non è possibile rincorrere in questo modo le emergenze e fare aspettare un anno gli studenti senza borsa. Chiediamo al presidente Meloni e al ministro Bernini di trovare urgentemente un miliardo di euro per intervenire su studentati pubblici, affitti, borse di studio, salute mentale e caro libri. Oltre a smettere di sprecare le risorse del Pnrr per gli alloggi privati che costano mille euro al mese”.
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