I timori sul futuro di Evergrande
mettono in allarme i listini con le Borse europee già deboli e
con la lente sempre al tema dei tassi. I future su Wall Street,
partiti in rialzo, viaggiano ora in negativo mentre lo sguardo
del Vecchio Continente è all’audizione, nel primo pomeriggio,
della presidente della Bce Christine Lagarde al Parlamento
europeo.
L’indice d’area, lo Stoxx 600, cede oltre mezzo punto mentre
prosegue l’impennata dei rendimenti dei titoli di Stato. Il bund
tedesco a 10 anni è sui livelli del 2011. Il btp ritocca i
massimi di inizio marzo e viaggia al 4,65%. Lieve incremento per
lo spread che si muove su quota 186 punti.
Milano cede lo 0,65% con il Ftse Mib a 28.392 punti. Tuttavia
restano ben posizionate le banche (Mps +2,6%, Banco Bpm +2,2%,
Bper +1,7%) sulla scorta delle modifiche alla tassa sugli
extraprofitti. Pesante Amplifon (-7,7%). Tim cede l’1,5% con Kkr
che ha chiesto altre due settimane. Fuori dal paniere principale
sale Anima holding (+2,6%) con le ipotesi di stampa di
un’interesse di Amundi (Credit Agricole) ad una acquisizione.
Tra le altre Piazze, Parigi perde lo 0,52% e Francoforte lo
0,64%. L’indice Ifo si è mostrato sostanzialmente stabile a
settembre con le aziende tedesche sempre meno soddisfatte anche
se il fondo dovrebbe essere stato toccato. Londra lascia invece
lo 0,57%.
Sul fronte commodity il petrolio è in lieve rialzo con il wti
stabilmente a 90 dollari mentre il brent lima a 93,5 dollari al
barile. Le incertezze sulla continuità delle forniture norvegesi
rende volatile il gas il cui prezzo sale a 42,4 euro al
megawattora (+6,5%). Per i cambi l’euro resta debole e scambia a
1,0637 dollari.
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