La Questura di Trapani, che ha vietato i funerali pubblici, ha dettato regole stringenti sulla cerimonia. In un camposanto blindato già da ore, pochi familiari assisteranno alla tumulazione: certamente le sorelle Giovanna e Bice, il fratello Giovanni e la figlia da poco riconosciuta Lorenza, daranno l’ultimo saluto al boss. Non dovrebbe esserci la madre, invalida ormai da anni. Le esequie dovrebbero concludersi entro le sette di domattina. Non ci saranno funerali religiosi. La Chiesa li vieta per i mafiosi, una posizione ribadita con nettezza dal vescovo di Mazara del Vallo Giurdanella.
“In questo momento noi come Chiesa stiamo dalle parti delle vittime – ha detto – stiamo dalla parte della giustizia, perché le persone che hanno subìto ogni forma di violenza atroce, fatta di morte, possano sentirsi accompagnati da processi urgenti che la società civile, forze dell’ordine, magistratura ma anche la comunità scolastica ed ecclesiastica deve avviare, per liberare questo territorio dalla cultura della sopraffazione, della prepotenza, della logica del più forte”. E difficilmente ci sarà una benedizione di un sacerdote viste le volontà espresse, in un vecchio pizzino, dal capomafia che ha espressamente rifiutato le esequie cattoliche. “Rifiuto ogni celebrazione religiosa perché fatta di uomini immondi che vivono nell’odio e nel peccato – scriveva nel 2013 l’ex latitante – e non sono coloro che si proclamano i soldati di Dio a poter decidere e giustiziare il mio corpo esanime, non saranno questi a rifiutare le mie esequie”. E così, davanti a pochi familiari (molti come le sorelle Patrizia e Rosalia, tre cognati e il nipote prediletto Francesco Guttadauro sono in carcere) calerà domani il sipario sulla vita dell’ultimo grande latitante di Cosa nostra.
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