Il governo americano torna all’attacco dei giganti del settore tecnologico. Dopo l’inizio il 12 settembre del primo grande processo dell’era digitale contro Google, accusata di operare in un modo che viola le norme antimonopolio, ora nel mirino finisce Amazon. Gli Stati Uniti hanno dato il via alla tanto attesa lotta antitrust contro il colosso dell’e-commerce citandolo in giudizio con l’accusa di soffocare illegalmente la concorrenza.
Il procedimento, iniziato dalla Federal Trade Commission insieme a 17 Stati, potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui gli americani fanno acquisti. Secondo le accuse, la società fondata da Jeff Bezos porta avanti illegalmente un monopolio su settori della vendita al dettaglio online schiacciando i commercianti e favorendo i propri servizi. “La causa punta a chiedere ad Amazon di rendere conto di queste pratiche monopolistiche e di ripristinare la promessa perduta di una concorrenza libera ed equa”, ha affermato Lina Khan, presidente della Federal Trade Commission.
Per l’agenzia incaricata di promuovere la tutela dei consumatori, oltre all’eliminazione e prevenzione di pratiche commerciali anti-concorrenziali, e i procuratori generali di New York e altri Stati Usa, Amazon ha impedito ai commercianti sulla sua piattaforma di offrire prezzi più bassi altrove, e li ha costretti a spedire i prodotti con il suo servizio logistico se volevano far parte del pacchetto di abbonamento Prime. Tali pratiche – secondo la causa – hanno portato a prezzi più alti e a un’esperienza di acquisto peggiore per i consumatori. Il procedimento accende i riflettori sull’influenza sul commercio online del colosso da 1.300 miliardi di dollari fondato da Bezos nel 1994, che ha plasmato la vita dei negozianti di tutto il mondo, stabilito le condizioni di lavoro per più di un milione di magazzinieri e spinto il servizio postale degli Stati Uniti a fare consegne anche di domenica.
In Italia, intanto, Amazon aumenta a 1.764 euro la retribuzione lorda iniziale per i dipendenti della propria rete logistica. Si tratta di un incremento del 21% rispetto al 2019.
“L’iniziativa rientra nella nostra politica di revisione annuale degli stipendi, affinché sia garantita una retribuzione competitiva ai propri dipendenti”, ha spiegato l’azienda in una nota. L’aumento riguarda sia i lavoratori a tempo indeterminato (circa 18 mila) sia i contratti a termine. Salvatore Iorio, direttore delle risorse umane di Amazon Italia Logistica, ha sottolineato che “apprezziamo l’ottimo lavoro svolto dai nostri team durante tutto l’anno e siamo orgogliosi di offrire una retribuzione competitiva”. “In un contesto macroeconomico sfidante come quello attuale – ha aggiunto – abbiamo continuato a investire e innovare per sostenere la crescita economica ed occupazionale nel Paese”.
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