E’ questo l’episodio che ha fatto infuriare i parrocchiani della Chiesa SS. Annunziata in Licignano di Casalnuovo di Napoli, retta da don Tommaso Izzo. Il sacerdote, infatti, ha annunciato con un post sulla pagina Facebbok della parrocchia, che avrebbe celebrato una funzione per il capomafia oggi pomeriggio alle 19.
Immediate le reazioni furiose degli utenti: ‘Mi sconvolge ed è inaccettabile fare una messa in suffragio di uno dei criminali più spietati della storia’, scrive un utente. ‘Mi auguro che la Diocesi di Acerra prenda le distanze ed i dovuti provvedimenti’, il commento di un altro. ‘Siete una vergogna, non celebrate le messe per coppie dello stesso sesso ed ai divorziati ed andate a celebrare una messa per questa feccia mafiosa? Pensate piuttosto a celebrare una messa per tutte le vittime della mafia’.
In poco tempo sono stati oltre 600 i commenti indignati che hanno spinto il parroco ad annullare tutto e, sempre tramite un post, chiedere “scusa a tutti per quanto accaduto”. Scuse che però non hanno placato l’animo dei fedeli che ne chiedono le dimissioni.
La presidente della commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo ha detto: “Voglio stigmatizzare con forza quanto accaduto nella chiesa di Casalnuovo di Napoli, dove si stava per celebrare una messa in suffragio di Matteo Messina Denaro. Un’iniziata raccapricciante in contrasto con il processo di scomunica che la chiesa ha avviato per i mafiosi e che merita la condanna incondizionata di tutti quelli che credono nello Stato. Questo è un monito a non abbassare mai la guardia su legalità e giustizia”.
Dura la reazione della senatrice napoletana del Pd Valeria Valente, componente della Commissione Antimafia: “La decisione di celebrare una messa in suffragio di Matteo Messina Denaro, comunicata via social dalla Parrocchia SS. Annunziata in Licignano di Casalnuovo di Napoli e poi per fortuna revocata, è agghiacciante, gravissima e contraria alla posizione ufficiale della Chiesa, che vieta i funerali per i mafiosi. Come ha ricordato anche il vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Angelo Giurdanella, la Chiesa è dalla parte delle vittime della criminalità organizzata e al fianco della magistratura, delle Forze dell’ordine, dello Stato. Quanto è avvenuto ci ricorda purtroppo che non possiamo abbassare la guardia e che sradicare la cultura mafiosa deve continuare ad essere lo sforzo quotidiano di tutte le istituzioni, di tutti i presidi di legalità e di tutte le cittadine e i cittadini”.
Distanza anche da parte della diocesi di Acerra: ”Il vescovo e la diocesi prendono le distanze dall’incresciosa e autonoma iniziativa della Parrocchia Maria Annunziata di Licignano in Casalnuovo di Napoli, lanciata sui social, di celebrare una messa in suffragio di Matteo Messina Denaro”, ha scritto in una nota. ”Altresì prendono atto del ripensamento del parroco, ma resta la gravità dell’episodio in una diocesi, quella di Acerra, da sempre in prima linea con i suoi pastori nella lotta alla criminalità mafiosa. Un fatto che sprona ed esorta a serrare ancora di più le fila tra clero e laici nell’educazione alla giustizia, perché nessun cedimento, ieri come oggi, venga tollerato su questo fronte”.
Don Tommaso Izzo non è il primo religioso che chiede di pregare per il capomafia morto due giorni fa.
Ieri mattina tre monache benedettine di clausura del monastero dei Santi Cosma e Damiano di Tagliacozzo (L’Aquila) hanno raggiunto l’obitorio dell’ospedale dell’Aquila per pregare davanti alla salma di Matteo Messina Denaro, ma la polizia non le ha fatte entrare.
La vicenda è stata raccontata da Corriere.it, a cui le suore hanno confermato di voler “pregare per lui, malgrado tutto”, perché “è pur sempre un figlio di Dio”.
Madre Donatella, suor Emanuela e suor Teresa Benedetta sono arrivate intorno alle 11 all’ospedale San Salvatore dell’Aquila per una visita oculistica a cui doveva sottoporsi la più anziana, superiora del convento. Dopo la visita, prima di uscire dalla struttura sanitaria, hanno raggiunto l’obitorio: “Sapevamo che c’era la salma di Matteo Messina Denaro e volevamo pregare per lui, malgrado tutto. La polizia però non ce lo ha permesso”, raccontano, dicendo di non sapere che era in programma l’autopsia sul corpo del boss mafioso e che l’ospedale è rimasto blindato per quasi due mesi.
“Sappiamo benissimo chi è stato e i reati che ha commesso, ma è pur sempre un figlio di Dio. Gli è stato negato il funerale religioso, va bene. Ma ricordatevi che ogni anima ha diritto ad essere salvata”, hanno concluso.
Messina Denaro, obitorio presidiato in attesa dell’autopsia
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